Varedo: una giovanissima violentata chiede aiuto. I carabinieri scoprono un giro di prostituzione in un circolo adattato a night privè: sette arresti
Un controllo di prostitute da parte dei carabinieri qualche anno fa

Varedo: una giovanissima violentata chiede aiuto. I carabinieri scoprono un giro di prostituzione in un circolo adattato a night privè: sette arresti

Blitz dei carabinieri di Saronno sotto la guida della Procura di Monza: tutto è partito dalla segnalazione di una giovanissima che aveva chiesto aiuto ai carabinieri raccontando di essere stata picchiata e violentata. Scoperto un giro di prostituzione con ragazze dell’Est e italiane.

Fuori era un circolo privato. Dentro, era un nightclub con privé, dove si consumavano rapporti sessuali e si esercitava in modo clandestino la prostituzione. I carabinieri di Saronno hanno scoperto un giro di prostituzione in un locale alla periferia di Varedo. Sono sette le persone arrestate con un blitz coordinato dalla Procura di Monza. Uomini e donne italiani e albanesi bloccati nelle loro case a Varese, Milano, Varedo, Como, Lecco e Alessandria. Sei si trovano in carcere, uno agli arresti domiciliari.

Le indagini sono iniziate dopo la segnalazione di una delle giovanissime ragazze. In stato di choc nella sua abitazione, aveva chiamato i carabinieri per chiedere aiuto. Nel corso dell’interrogatorio, la giovane ha raccontato di essere stata picchiata e violentata. I militari hanno scoperto così che la ragazza era stata reclutata in un giro di giovanissime prostitute di lusso. La maggior parte proveniva dai paesi dell’est europeo, ma non mancavano anche delle italiane.

Tra gli arrestati ci sono un uomo di 74 anni e uno di 47, residenti in provincia di Lecco, i gestori del night. Il titolare della struttura invece è un 49enne di Varedo. Nei guai anche una 28enne, prestanome di alcuni conti correnti riconducibili alla gestione del locale notturno. Nel giro c’erano infine due albanesi e un italiano, che si occupavano di trasportare le ragazze dalle loro abitazioni private al night.

La banda riusciva a convincere le giovanissime ragazze a prostituirsi con la violenza oppure approfittando del loro stato di necessità. Insospettabile l’attività di prostituzione: al privé si accedeva da un ingresso ricavato all’interno di un ristorante e si poteva entrare solo se si era conosciuti dai gestori del ristorante e si era conosciuti dai gestori come clienti abituali.


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