Un camion l’ha quasi uccisa ad Arcore, poi ha sconfitto un tumore: la terza vita di Mary Strutt
Mary Strutt

Un camion l’ha quasi uccisa ad Arcore, poi ha sconfitto un tumore: la terza vita di Mary Strutt

Per la terza volta Mary Strutt tirerà fuori dall’armadio l’abito da sposa: le nozze sono in programma tra un anno nella bergamasca. Prima ho dovuto ricominciare a camminare dopo essere stata quasi uccisa ad Arcore, poi ha sconfitto un tumore: è la storia di Mary Strutt.

La donna che vive tre volte si chiama Mary Strutt. Che è del Fife, in Scozia, ma vive in Italia. Che per la terza volta tira fuori dall’armadio il suo abito da sposa per diventare la moglie di un ragazzo italiano. Ma che ha dovuto vincere prima un incidente che l’ha quasi ammazzata e poi un tumore scoperto per caso. The miracle girl, la chiama un parente, e ci sarà anche lui probabilmente tra un anno esatto, a giugno, quando si sposerà dalle parti di Bergamo.

Tutto parte da qui, Arcore, quasi esattamente cinque anni fa: 10 maggio 2011, lei è in bici, percorre via Roma, va in stazione a prendere un treno per andare al lavoro, mediatrice linguistica in controversie di lavoro tra società italiane e americane. Un autocarro davanti a lei svolta all’improvviso verso via Manzoni, le passa sopra. Quello che ricorda è il sangue tutto attorno e una donna che le tiene la mano: non ha mai saputo chi fosse, ma se ne ricorda. Quello che è successo per i due anni successivi sono gli interventi chirurgici, la lunga convalescenza, le terapie e la fisioterapia per ricominciare a camminare. Anzi, per imparare a camminare per la seconda volta. Non aveva nemmeno vent’anni, allora, ma la diagnosi era seria: bacino sfondato, intestino compromesso, fratture multiple, vertebre spaccate. Il camion le aveva tranciato anche un orecchio.

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«Durante la terapia intensiva è stata sul punto di morire tre volte – aveva raccontato pochi mesi dopo l’incidente il padre di Mary, Stephen Strutt, commerciante dopo una vita di esperienza missionaria ai quattro angoli del pianeta – Poi sono iniziate ad accadere cose straordinarie. I medici hanno detto che nessuno è finito così sotto un camion ed è sopravvissuto». Lei sì. È tornata a camminare, è tornata a lavorare, è tornata a vivere, grazie anche a Daniele Gelfi, il suo fidanzato italiano: con lui ha iniziato a ripensare alle nozze che aveva dovuto rinviare anche per le costose cure che ha dovuto affrontare per rimettersi in piedi.

Mary Strutt durante il ricovero e la bici sotto il camion ad Arcore

Mary Strutt durante il ricovero e la bici sotto il camion ad Arcore

Tutto sembrava pronto, un anno fa. Poi, come ha raccontato al DailyMail alcuni giorni fa, nel febbraio del 2015 ha fatto un controllo medico. E hanno notato quel neo grande quanto una lenticchia sul suo seno. Uno scrupolo in più e nuova diagnosi: un tumore. «Sono stata fortunata ad essere sottoposta a una biopsia - ha raccontato - abitualmente non lo fanno per ragazze della mia età». Nuovo intervento chirurgico, tutto funziona, Mary sta bene: da capo con i preparativi per il matrimonio. «Mi sento come se fossi stata salvata due volte. Dopo essere sopravvissuta a un incidente come quello sono riuscita in qualche modo a scovare un nodulo così piccolo. La vita ha un valore totalmente nuovo quando accadono queste cose. Ora il piano è restare in salute. E avere una vita magnifica».


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