Trenord, presidio dei pendolari a Cadorna: «#AdessoBasta».  Rfi va in audizione in Regione Lombardia
La manifestazione a Milano Cadorna

Trenord, presidio dei pendolari a Cadorna: «#AdessoBasta». Rfi va in audizione in Regione Lombardia

Il coordinamento dei Comitati pendolari lombardi e rappresentanti dei viaggiatori ha protestato davanti alla stazione di Milano Cadorna contro i continui disservizi patiti dagli utenti: ecco le loro proposte. Intanto Rfi è attesa in Regione Lombardia per relazionare sugli investimenti (e sulle tempistiche) degli interventi promessi.

«Chiediamo che Regione Lombardia si assuma le proprie responsabilità di Regolatore, a partire dal cambio della gestione dei servizi ferroviari a favore di imprese realmente motivate e non burocratizzate; chiediamo che Regione Lombardia promuova in prima persona un vero piano di potenziamento tecnologico ed infrastrutturale, sviluppato da persone di comprovata competenza, utile per tutti i servizi ferroviari; chiediamo che Regione Lombardia si impegni presso gli organi competenti ad avviare la revisione delle norme che governano la circolazione per una maggiore flessibilità e fluidità di esercizio; chiediamo il ripristino immediato di tutte le corse ancora soppresse dal piano emergenziale».

Sono numerose, e circostanziate, le richieste avanzate dal coordinamento dei Comitati pendolari lombardi e rappresentanti dei viaggiatori che nel tardo pomeriggio di martedì 26 novembre si sono trovati davanti alla stazione di Milano Cadorna per una manifestazione di denuncia contro i continui disservizi patiti dagli utenti a causa dei treni vecchi di Trenord e della raffica di guasti che stanno interessando linee e infrastrutture ferroviarie di responsabilità Rfi.

Il presidio del Coordinamento dei Comitati pendolari lombardi e rappresentanti dei viaggiatori

Il presidio del Coordinamento dei Comitati pendolari lombardi e rappresentanti dei viaggiatori


Al grido di “#adessobasta!” hanno volantinato davanti allo scalo meneghino, proprio sotto gli uffici di Trenord, perché «siamo stanchi di essere presi in giro. Da troppi anni il servizio ferroviario lombardo è oggetto di un degrado crescente che riguarda tutti i livelli di qualità del servizio: affidabilità, puntualità, affollamento, pulizia, sicurezza e comunicazione agli utenti. Coloro che utilizzano il treno per recarsi al lavoro, a scuola o all’università ne pagano quotidianamente le conseguenze e negli ultimi mesi la situazione è divenuta via via sempre più insostenibile» spiega il coordinamento

I disservizi

«Nei giorni scorsi - continua il volantino distribuito a Cadorna - abbiamo assistito ad un crescendo di disservizi, a partire da guasti a ripetizione in punti di transito obbligato dei treni del nodo di Milano e che hanno preso in ostaggio decine di migliaia di pendolari e viaggiatori, con ritardi di ore e soppressioni. In queste occasioni si è manifestata la totale incapacità dei soggetti gestori delle infrastrutture e dei servizi ferroviari ad affrontare e risolvere rapidamente le criticità, anche per l’assoluta mancanza di un piano operativo di emergenza e di comunicazioni adeguate agli utenti». La Regione stessa, secondo i rappresentanti degli utenti, «è oggi in ostaggio dell’ampia delega data per la gestione dei servizi e dell’infrastruttura, credendo ciecamente ai relativi responsabili, i quali continuano a fare promesse invariabilmente smentite dai fatti e accampando ragioni risibili per i disservizi». Passato il caldo e i temporali estivi è arrivata la pioggia autunnale, in ogni caso «fenomeni atmosferici che si ripetono ogni anno, e quindi non ci sono scusanti». E pure la pioggia della mattinata di mercoledì 27 novembre ha confermato questa regola: ritardi, guasti e cancellazioni su tutte le linee brianzole.

Treno regionale da Lecco a Milano Porta Garibaldi: la foto è stata scattata nella mattinata di mercoledì 27 novembre nel tratto tra Arcore e Monza

Treno regionale da Lecco a Milano Porta Garibaldi: la foto è stata scattata nella mattinata di mercoledì 27 novembre nel tratto tra Arcore e Monza

Cambiare la governance

Per questo motivo i prendolari propongono il cambio della governance del sistema ferroviario: «Basta con l’affidamento diretto senza gara pubblica della gestione dei servizi ferroviari; basta con la gestione centralista delle infrastrutture; basta con le penali che fanno solo il solletico; basta con norme di circolazione che ingessano il servizio».

La risposta della Regione: i nuovi treni

A stretto giro di posta, anzi un’ora prima della manifestazione di martedì egli utenti, è arrivata la risposta di Regione Lombardia per bocca dell’assessore a Infrastrutture e trasporti, Claudia Maria Terzi. Che ha ripetuto il proprio mantra da qualche mese a questa parte: «Abbiamo messo in campo 1,6 miliardi di euro per acquistare 176 treni nuovi che inizieranno progressivamente a entrare in servizio dall’inizio del prossimo anno». Saranno distribuiti gradualmente in tutte le zone della Lombardia, «considerati i tempi tecnici che prevedono l’immissione sulle linee di due convogli al mese» ha spiegato l’assessore . I criteri che regoleranno la distribuzione dei nuovi treni sono di natura squisitamente tecnica, quindi oggettiva:

- Numero di posti offerti.

- Linee su cui è in circolazione il materiale più vecchio.

- Linee che necessitano di incremento performance.

- Omogeneità del materiale rotabile sulle singole linee.

L’assessore Claudia Terzi con uno dei nuovi treni che entrerà in servizio in Regione Lombardia

L’assessore Claudia Terzi con uno dei nuovi treni che entrerà in servizio in Regione Lombardia


«Regione investe per comprare i treni nuovi, lo Stato centrale latita – ha proseguito Terzi -. C’è il tema delle inefficenze della rete della società statale Rfi, che incidono in maniera rilevante sulla qualità del servizio. E c’è il problema del materiale rotabile vecchio e inadeguato fornito dalla società statale Trenitalia, che possiede Trenord al 50%. La flotta di derivazione statale ha 32 anni di media con punte di 45 anni, quella conferita da Regione ha 9 anni di media. Convogli vecchi significa maggiore probabilità di disservizi. L’80% dei guasti ai treni di Trenord riguarda proprio la flotta conferita da Trenitalia. Il finanziamento per i nuovi treni è interamente regionale e va proprio nella direzione di sopperire ai mancati investimenti dello Stato».

L’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile

L’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile

Rfi attesa in Regione
Proprio Rfi sarà il grande protagonista della riunione di giovedì 28 novembre della V commissione permanente Territorio e infrastrutture: al Pirellone ci sarà infatti l’audizione dell’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile in merito al “cronoprogramma degli interventi previsti sulla rete ferroviaria lombarda e sulle risorse ad essi destinate”. «Da lui ci aspetteremo risposte chiare e impegni certi sui famosi 14 miliardi di investimento, sui lavori relativi agli snodi ferroviari e sullo stato generale della manutenzione» commenta il leghista Andrea Monti, componente della commissione e grande detrattore, insieme a Terzi, di Rfi. «Abbiamo più volte invitato i vertici nazionali di Rfi, che hanno sempre risposto delegando la presenza ai dirigenti lombardi dell’azienda che, anche nell’ultimo incontro in Commissione, hanno messo in scena un teatrino privo di dati, numeri, sostanza ma soprattutto risposte.


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