Treni, Pendolaria 2017: cinque nodi da risolvere in Brianza
Pendolari in treno

Treni, Pendolaria 2017: cinque nodi da risolvere in Brianza

Un’Italia spaccata in due con un nord che viaggia a una buona velocità e un sud sempre più arretrato e con un servizio scadente. È il disegno dell’ultimo rapporto Pendolaria 2017 di Legambiente, lo studio sul trasporto ferroviario in Italia Regione per Regione.

Un’Italia spaccata in due. Dove a un nord che viaggia a una buona velocità fa da contraltare un sud sempre più arretrato e con un servizio scadente. È il disegno dell’ultimo rapporto Pendolaria di Legambiente. Lo studio, puntuale a ogni inizio d’anno, fotografa la situazione e gli scenari del trasporto ferroviario in Italia Regione per Regione.

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I numeri, almeno quelli relativi al numero di passeggeri, sono in aumento. Nel 2017 i pendolari sono aumentati rispetto all’anno precedente, +0,4% su base nazionale: ogni giorno prendono un treno 5,51 milioni di italiani. In Lombardia si muovono su rotaie ben 735mila persone ogni giorno: è la prima Regione italiana (con un +3,1% rispetto al 2016 e un +31,5% rispetto al 2009). Un dato enorme, basti pensare che in Campania, seconda Regione in questa particolare classifica, si muovo quotidianamente sui treni 540mila persone.

Tanti pendolari che hanno dovuto comunque affrontare un aumento tariffario pari al 30,3% negli ultimi 7 anni. Non si tratta di una stangata, però: bisogna considerare che dopo il trasferimento delle competenze dallo Stato alle Regione nel 2001, queste ultime hanno avuto due leve per far quadrare i conti: aumentare il costo dei biglietti e tagliare i servizi. In Lombardia non si è ricorso a questa ultima soluzione, rincarando i ticket delle 2.396 corse giornaliere gestite da Trenord, la società mista Regione Lombardia-Trenitalia che ha in appalto il servizio pendolare lombardo.

In Brianza passano alcune delle linee più affollate d’Italia: quotidianamente sulla Milano-Seveso-Camnago viaggiano 41mila persone, sulla Milano-Como-Chiasso 37mila, sulla Saronno-Seregno-Milano 32mila, sulla Lecco-Carnate-Milano 28mila

Un quadro che presenta comunque delle criticità soprattutto infrastrutturali. Per Legambiente è una priorità il raddoppio della Bergamo-Seregno, costo previsto 1,2 miliardi di euro e finanziamenti a quota zero. I nodi aperti sono poi le tranvie Milano-Limbiate e Milano-Desio Seregno, i cui progetti sono ancora lungi dall’essere realizzati. C’è la necessità del quadruplicamento della Chiasso-Monza con la realizzazione di una nuova linea da Bivio Rosales a Seregno-Desio in vista di un miglior servizio merci attraverso il Gottardo. Un obiettivo anche questo in alto mare visto che non c’è ancora alcun finanziamento a bilancio.

Infine Legambiente auspica il raddoppio della linea del “Besanino”, la Monza-Molteno-Lecco. Una tratta che ha visto un importante finanziamento per i nuovi convogli ma che necessità di interventi anche all’infrastruttura.


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