Strage di Tunisi, quattro brianzole scampate alle armi dei terroristi

Strage di Tunisi, quattro brianzole scampate alle armi dei terroristi

C’è Giuseppina Biella di Meda, uccisa all’ingresso del museo del Bardo nell’attacco armato di Tunisi. E poi ci sono quattro amiche fortunate, tornate sane e salve dalla crociera che tanto avevano sognato. Tre donne di Lissone e una di Monza.

C’è Giuseppina Biella di Meda, uccisa all’ingresso del museo del Bardo nell’attacco armato di Tunisi. E poi ci sono quattro amiche fortunate, tornate sane e salve dalla crociera che tanto avevano sognato. Tre donne di Lissone e una di Monza, amiche inseparabili, che si sono trovate barricate all’’interno del museo durante l’attacco terroristico rivendicato dall’Isis.

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Luigia Villa, la più nota a Lissone perché è ha una panetteria in piazza Libertà, poi Luisa Agrati, (insieme nella foto), Anna Trabattoni, e la monzese Anna Maria Frattini. Stanno bene, sono comprensibilmente sotto choc per l’accaduto. Domenica sbarcheranno a Genova, da dove erano partite sette giorni fa.

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Per alcune di loro era la prima esperienza su una grande nave, ma avevano approfittato di un’offerta last minute della Compagnia di navigazione “MSC Crociere”. Hanno udito spari e visto uomini armati, ma quando i terroristi sono piombati nel Museo e hanno iniziato a sparare, le lissonesi erano riuscite a mettersi in salvo, nascondendosi - forse grazie forse al personale di sicurezza del Museo - all’interno di alcune stanze.

Anna Maria Frattini, la mattina dell’attentato a Tunisi, non era scesa dalla nave con le amiche, preferendo rimanere a bordo. E sarebbe stata la prima a contattare la famiglia a casa. Le altre tre lissonesi, invece, erano scese con altri turisti per la visita alla città. La figlia di Luigia Villa era stata chiamata dalla madre. Ma la telefonata era andata persa. Solo dopo del tempo e diversi tentativi le due donne erano riuscite a sentirsi per qualche istante. La conferma che tutte stavano bene.


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