Seregno, boom di richieste di cuochi e personale di sala: ristoranti e hotel dall’Italia e dall’estero bussano al Ballerini
Gli studenti di cucina dell'alberghiero Ballerini ai fornelli (Foto by Paolo Volonterio)

Seregno, boom di richieste di cuochi e personale di sala: ristoranti e hotel dall’Italia e dall’estero bussano al Ballerini

«Con la riapertura della ristorazione siamo subissati - dice Giovanni Guadagno, vice preside e responsabile della didattica all’istituto - prima del coronavirus erano di una persona, adesso ristoranti importanti e persino dall’estero chiedono intere brigate, dieci-dodici studenti».

Boom di richieste di personale per ristoranti e hotel all’istituto alberghiero Ballerini di Seregno: «Con la riapertura della ristorazione siamo subissati - dice Giovanni Guadagno, vice preside e responsabile della didattica all’istituto - prima del coronavirus erano di una persona, adesso ristoranti importanti e persino dall’estero chiedono intere brigate, dieci-dodici studenti. Da villa d’Este ci sollecitano da giorni almeno dieci tra cuochi e personale di sala e così pure dal Crotto in Svizzera, dalla Germania, per non dire dei più importanti ristoranti d’Italia. Difficile accontentarli tutti. Anzi, impossibile».

«Prima ancora che terminassero le lezioni in stage c’erano già 67 nostri studenti nei più importanti hotel del Nord Italia» aggiunge. A rafforzare il valore, le capacità e la qualità degli studenti che prepara l’alberghiero Ballerini tutti i maturandi hanno già un contratto di lavoro.

«Tra aprile e maggio-ha proseguito Guadagno- hanno bussato alla porta del Ballerini diversi imprenditori, chef e maître di ristoranti tra i più rinomati, tra cui “da Vittorio” a Bergamo e altri stellati di Milano, del lago di Como. Hanno effettuato dei colloqui coi nostri alunni di quinta ai quali hanno già fatto sottoscrivere il contratto di assunzione. Dalla maturità ne escono 42, ne chiedono il doppio. Mai c’era stata una richiesta così forte e perentoria». Tra le difficoltà nel reperire cuochi e personale di sala c’è anche il fatto che il Covid ha di molto diminuito le iscrizioni all’alberghiero che fino a pochi anni addietro era un indirizzo molto richiesto. Nel settore alimentare e della ristorazione il posto di lavoro è sempre assicurato. I genitori e gli stessi ragazzi nell’immediato futuro dovranno ripensare le scelte dopo la terza media.

Giovanni Guadagno si è fatto una domanda: perché non si trova il personale? «Semplice- ha detto-manca una formazione degli operatori del settore che spinga sulla diversa organizzazione del lavoro, sull’innovazione tecnologica e sulla conoscenza dei prodotti made in Italy. Tra i proprietari di hotel, alberghi, ristoranti, trattorie manca lo spirito di impresa e di collaborazione, di associazione intesa come cooperazione, di supporto reciproco. Un esempio. A Rimini ci sono centinaia di ristoranti e alberghi, è chiaro che in questo momento non trovano personale. Se quel poco che c’è sulla piazza se lo dividono riescono a sopperire in qualche modo alle carenze. Invece, ognuno vuole essere indipendente. Così soffrono in tanti». E ancora: «Il “Job 20”, la piattaforma di Confindustria, è un’iniziativa buona, ma non è stata recepita per le scuole professionali, perché quel sito sembra costruito solamente per le industrie meccaniche, manifatturiere, del legno, plastica. Mancano i profili per i ragazzi dell’alimentare, della ristorazione dell’ospitalità. Settori che in questa zona sembra non interessino». Guadagno, martedì, ha partecipato a Roma al congresso nazionale della Fic, in cui è responsabile per tutta l’Italia della formazione per la federazione cuochi.


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