Perché cadono così tanti alberi? L’esperto: «Bisogna prevenire. E piantare quello giusto»
Gli alberi sradicati in via Indipendenza a Mezzago

Perché cadono così tanti alberi? L’esperto: «Bisogna prevenire. E piantare quello giusto»

Perché crollano così tanti alberi? La forza del vento è una spiegazione, ma fino a un centro punto. Parla l’esperto, un agronomo della cooperativa Demetra di Besana.

Gli eventi climatici avversi e di forza estrema c’entrano fino a un certo punto. Perché a Monza e in Brianza cadono così tanti alberi? Per abbassare il tasso di rischio legato alla caduta di alberi, la parola è una: «Prevenzione». A spiegarlo è il dottor Daniele Guarino, agronomo e responsabile dell’area tecnica della cooperativa sociale Demetra di Besana, che tra le altre cose si occupa di manutenzione del verde e servizi specialistici sugli alberi (in Italia cura circa 100mila alberi in un anno).

Daniele Guarino

Daniele Guarino

«Oggi sono ormai consolidati tutti gli strumenti tecnici e diagnostici per occuparsi al meglio della gestione degli alberi» spiega Guarino, che evidenzia come una delle più efficaci tecniche di indagine per valutare le condizioni strutturali dell’albero, la Vta (Visual Tree Assessment) di importazione tedesca, sia stata introdotta in Italia proprio da Demetra, ormai 25 anni fa.
«Si tratta di una valutazione visiva dell’albero, effettuata da un esperto di biomeccanica che valuta l’integrità dell’albero, le patologie, i difetti, i sintomi – spiega -. E in base alle problematiche riscontrate prescrive analisi più approfondite tramite apposita strumentazione oppure operazioni arboricolturali».

Il cedro del Libano che si è spezzato a Monza e che ha travolto una famiglia in via Volta

Il cedro del Libano che si è spezzato a Monza e che ha travolto una famiglia in via Volta


Come si può immaginare, soprattutto nel caso delle pubbliche amministrazioni che non dispongono di risorse infinite, un’operazione del genere si potrebbe focalizzare sugli alberi che effettivamente destano qualche dubbio rispetto alla loro stabilità. Andando per step, «il passo preliminare sarebbe la compilazione di un censimento relativo al patrimonio arboreo (idealmente informatizzato così da essere aggiornabile): sarebbero tenuti a farlo tutti i Comuni con più di 10mila abitanti, ma senza sanzioni applicate vige come regola il libero arbitrio. Il censimento è uno strumento gestionale fortissimo».

Un albero caduto nel parcheggio del Parco di Monza nel pomeriggio di mercoledì 7 agosto

Un albero caduto nel parcheggio del Parco di Monza nel pomeriggio di mercoledì 7 agosto

Così come efficace è un ulteriore livello di indagine, questa volta di importazione anglosassone. «L’analisi del rischio, sfruttando metodologie tipiche del calcolo probabilistico, azzona un determinato territorio, come per esempio un Comune, mettendo assieme una serie di fattori (frequenza del passaggio di persone, caratteristiche del flusso viabilistico e così via) per capire dove sia maggiore il rischio di danno».

Sarebbe così assegnata una priorità alle aree da cui partire per effettuare indagini più approfondite. A monte di tutti questi discorsi, comunque, «il primissimo passo per una buona gestione è all’origine: importante è la corretta scelta dell’albero per il contesto, l’identificazione di una posizione adeguata, la garanzia di cure colturali adeguate».

Un albero caduto in via Concordia a Mezzago

Un albero caduto in via Concordia a Mezzago

Dando uno sguardo all’attualità, «in generale si riscontra una maggiore consapevolezza sulla cultura del verde anche nelle pubbliche amministrazioni, ma complici pure le risorse ristrette mancano programmazioni organiche e omogenee, anche nel tempo».


© RIPRODUZIONE RISERVATA