Paleontologia:  il dinosauro più grande e antico del Giurassico ha vissuto in Lombardia - VIDEO
Dinosauro Saltriovenator: a sinistra Cristiano Dal Sasso

Paleontologia: il dinosauro più grande e antico del Giurassico ha vissuto in Lombardia - VIDEO

VIDEO - Presentato il più antico e grande dinosauro della storia: è il “Saltriovenator zanellai”, che è lombardo, porta il nome del suo scopritore (di Giussano) e viene raccontato dal paleontologo brianzolo Cristiano Dal Sasso. «È un record mondiale giurassico», dice.

È un record mondiale giurassico. Così il Museo di storia naturale di Milano definisce il più antico e grande dinosauro della storia, che è lombardo, varesino, italiano: è il saltriosauro, già descritto negli anni scorsi ma oggi ridefinito con il nome scientifico di “Saltriovenator zanellai: è il più antico ceratosauro del mondo e il primo dinosauro giurassico italiano” scrive Cristiano Dal Sasso, il paleontologo brianzolo che sta riscrivendo la storia paleontologica italiana e che firma un nuovo studio pubblicato mercoledì dalla rivista scientifica PeerJ insieme a Simone Maganuco e Andrea Cau.

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Dinosasuro Saltriovenator (ricostruzione di Davide Bonadonna)

Dinosasuro Saltriovenator (ricostruzione di Davide Bonadonna)

Chi è. «Saltriovenator anticipa la comparsa dei grandi dinosauri predatori di ben 25 milioni di anni - commenta Dal Sasso - I dinosauri carnivori risalenti al Giurassico inferiore sono molto pochi e in genere sono di piccolo dimensioni. Saltriovenator invece era un predatore veramente grande, che visse in Lombardia circa 200 milioni di anni fa. Quasi otto metri di lunghezza, una tonnellata di peso, un cranio di ottanta centimetri armato di denti aguzzi come pugnali e arti anteriori muniti di quattro dita, di cui tre possenti e artigliate, ne facevano una terribile “macchina da guerra”».

Sono passati 22 anni da quando i suoi resti sono stati identificati nel 1996 in una cava di Saltrio (Varese): per estrarre dalla dura roccia e ricomporre le ossa ridotte in piccoli frammenti ci sono voluti anni, 1.800 ore di lavoro. Alla fine i resti hanno raccontato un animale differente dalla sua prima descrizione: gli arti anteriori avevano quattro dita, quindi il più antico e più grande ceratosauro del Giurassico: «E questo è un vero record mondiale».

Dopo il piccolo e ormai famoso Scipionyx (detto Ciro) trovato a Pietraroia (la prima grande scoperta internazionale firmata da Dal Sasso), «Saltriovenator è in ordine di tempo il secondo dinosauro venuto alla luce nel nostro paese ed è il primo, e per ora unico, dinosauro lombardo».

La presentazione scientifica. Venator in latino significa cacciatore e Zanella è il cognome di colui che lo ha scoperto, riepilogano i paleontologi: «Sebbene frammentario, lo scheletro di Saltriovenator mostra un mosaico di caratteri anatomici ancestrali e derivati, che si trovano rispettivamente nei dinosauri con mani a quattro dita, come i dilofosauri e i ceratosauri, e nei teropodi tetanuri che hanno mani con tre dita, come gli allosauri», dice Cristiano Dal Sasso, che per riuscire a identificare le ossa più frammentarie è andato fino in California (Berkeley) e a Washington (Smithsonian), ritrovandone la posizione precisa su scheletri più completi.

Dal confronto con scheletri completi di altri dinosauri predatori del Giurassico, tra cui Ceratosaurus, si stima che Saltriovenator fosse lungo 7,5 metri e pesasse almeno una tonnellata: l’esame delle ossa indica che si trattava di un esemplare non ancora adulto, che dunque avrebbe potuto crescere ancora. Peraltro l’evoluzione dei teropodi (bipedi) indica le premesse delle ali degli uccelli: con un paio di teorie in discussione, i rapaci potrebbero arrivare da lì.

Dinosauro Saltriovenator: Cristiano Dal Sasso e Angelo Zanella

Dinosauro Saltriovenator: Cristiano Dal Sasso e Angelo Zanella

«Con i suoi 198 milioni di anni, il dinosauro di Saltrio ci apre però una finestra su un passato assai più remoto. Saltriovenator è un ceratosauro ancora più primitivo e dimostra che Limusaurus è un caso a sé, confermando che nei Ceratosauria la mano, almeno in origine, aveva la stessa impostazione che vediamo in altri gruppi di teropodi, con un primo dito ben sviluppato e il secondo come asse centrale - scrive Dal Sasso - Fu il quarto dito a sparire nel corso dell’evoluzione dei teropodi»

All’epoca la Lombardia era fatta di spiagge tropicali e foreste lussureggianti che si alternavano: nel Sinemuriano (Giurassico inferiore), in quella parte dell’oceano di Tetide che oggi corrisponde alla Lombardia occidentale, era abitata da pesci e invertebrati marini.

La storia. Domenica 4 agosto 1996 Angelo Zanella, del “Gruppo Brianteo Ricerche Geologiche” di Paina di Giussano, ritrova nella cava “Salnova” di Saltrio (Varese) alcuni massi che sembrano contenere ossa ma non riesce a trasportarli perché troppo pesanti. Poi li porta al Museo di Storia Naturale di Milano, qui viene verificato che si tratta effettivamente di ossa fossili e si conduce un sopralluogo nella cava per salvare altri resti. Servono anni per venirne a capo, ma il resto è storia di oggi e di milioni di anni fa.
«La cava nella quale sono venuti alla luce i resti di Saltriovenator ha una lunga storia, essendo nota da almeno 400 anni»: sono le pietre che hanno fatto il Teatro alla Scala, della Galleria Vittorio Emanuele e di Palazzo Reale a Milano.

Sono loro ad avere restituito il “cacciatore di Saltrio”, nato 198 milioni di anni fa e vissuto circa 24 anni: fatto come un T-Rex, che sarebbe vissuto più tardi, molto più tardi. Mangiava dinosauri erbivori, forse anche di piccoli carnivori. Per riconoscerlo sarebbe bastato all’epoca guardare i denti aguzzi e seghettati, le mani a quattro dita di cui tre armate di artigli ricurvi. Non c’erano persone a fare i conti con lui, come in Jurassic Park: ma è stato, sicuramente, una Jurassic Star.

VIDEO: Dal Sasso presenta il Saltriovenator zanellai


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