Monza: una lettera anonima nelle caselle di San Giuseppe sui guai del quartiere
Monza: via Calatafimi (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza: una lettera anonima nelle caselle di San Giuseppe sui guai del quartiere

I residenti di San Giuseppe a Monza si sono visti recapitare una lettera anonima con l’elenco dei guai del quartiere con l’invito a scrivere all’assessore alla viabilità e al sindaco.

Una lettera anonima infilata nelle caselle della posta dei cittadini del quartiere San Giuseppe. Nei giorni scorsi un anonimo autore, che si firma “cittadino indignato”, ha voluto condividere, tramite una lunga lettera, le criticità del quartiere con gli altri residenti, un modo per riportare al centro dell’attenzione quella che definisce «mancanza di rispetto che l’amministrazione mostra verso questo quartiere».

Due le richieste sollevate: la sistemazione di via Calatafimi e la ricerca di una soluzione per contrastare il parcheggio selvaggio in via Marsala, tra le vie Lazio e Europa.

«Per quanto riguarda via Calatafimi sono anni che conviviamo con uno scavo mai ultimato. La strada sprofondava, il Comune è intervenuto, ha aperto lo scavo e poi tutto si è fermato. Se si risolvesse il problema si renderebbero disponibili cinquanta posti auto per il quartiere».

C’è poi la questione di via Marsala, in concomitanza con il civico 60. «Ogni giorno della settimana, sabato e domenica compresi, ci sono almeno quindici auto parcheggiate in divieto di sosta. E pensare che gli uffici della Polizia locale si trovano a 300 metri, eppure da qui non passa mai un agente. Propongo quindi – aggiunge l’autore della missiva – di rimuovere il divieto di sosta, marcare le aree di parcheggio e rendere così disponibile anche quel tratto di strada ai cittadini. In caso contrario pretendo che ci sia un servizio di sorveglianza perché le regole valgono per tutti».

La lettera recapitata ai cittadini di San Giuseppe termina con l’invito ai residenti a scrivere direttamente all’assessore Federico Arena e al sindaco, Dario Allevi. «Ritengo sia indispensabile far sentire la nostra voce. I nostri amministratori non possono dimenticarsi di questo quartiere, e noi non possiamo passare per cittadini disinteressati».


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