Monza, l’ordine degli Ingegneri sull’area ex Scotti: «La ciminiera va salvata»
Monza Ciminiera Feltrificio Scotti (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza, l’ordine degli Ingegneri sull’area ex Scotti: «La ciminiera va salvata»

C’è una presa di posizione ufficiale in merito all’area dell’ex Feltrificio Scotti per cui c’è il progetto di tre palazzi di dieci piani ed è dell’ordine degli Ingegneri di Monza e Brianza: «La ciminiera va salvata».

La vecchia ciminiera del Feltrificio Scotti si può salvare. Ma c’è di più: si dovrebbe salvare. Perché demolirla significa eliminare un pezzo del patrimonio culturale e storico di Monza. A parlare è Pierpaolo Cicchiello, presidente dell’ordine degli ingegneri di Monza e Brianza e non lo fa a titolo personale: la difesa del manufatto industriale al centro dell’area di cui da anni si discute il recupero è una presa di posizione dell’intero consiglio dell’ordine.

Monza - Pierpaolo Cicchiello, presidente  ordine Ingegneri Monza Brianza

Monza - Pierpaolo Cicchiello, presidente ordine Ingegneri Monza Brianza
(Foto by Fabrizio Radaelli)

«No, non siamo contenti del fatto che con il nuovo progetto per l’area venga cancellato un pezzo di storia - spiega - E questo perché non siamo mai favorevoli all’eliminazione delle tracce significative della città, per quanto recenti».

Tanto più, spiega Cicchiello dando voce all’ordine degli ingegneri, che la ciminiera può anche diventare un parte funzionale dell’intervento edilizio. «Non sarebbe la prima volta. Ci sarà una centrale termica, nell’area, possiamo immaginare. E allora può tornare a fare il suo lavoro, e non con costi insormontabili: potrebbe forse, se le valutazioni tecniche lo consentissero, diventare la canna fumaria della centrale, riattribuendole così il ruolo per cui è stata costruita».

Un’ipotesi sui costi? Senza elementi tecnici in mano, difficile quantificare con precisione, ma la somma potrebbe oscillare tra 120mila e 180mila euro, «facendo una stima in base all’altezza». E il rischio crollo? «Come tutte le cose che non sono ancora crollate, se c’è la volontà di salvarle, si può fare».

«Esistono diversi esempi - aggiunge Cicchiello - di interventi analoghi, di cui a vario titolo i tecnici si sono occupati, in cui il salvataggio delle ciminiere era un punto fisso dell’operazione perché rappresentava una testimonianza del passato e della storia territoriale.

«Ora: è chiaro che tirarla giù costa meno. Ma il prezzo è la perdita di una parte del patrimonio culturale di Monza. E chi costruisce non dovrebbe mortificare la storia»


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