Monza e Brianza, edilizia e pulizie parlano straniero: tutti i dati delle imprese
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Monza e Brianza, edilizia e pulizie parlano straniero: tutti i dati delle imprese

Anche nella provincia di Monza Brianza in due storici settori dell’artigianato - edilizia al 52% e pulizie al 63% - le ditte individuali di stranieri hanno superato quelle degli italiani secondo l’Ufficio Studi di Unione Artigiani (dati Infocamere).

In due storici settori dell’artigianato - edilizia e pulizie - le ditte individuali di stranieri hanno superato quelle degli italiani. Il dato emerge dall’indagine effettuata dall’Ufficio Studi di Unione Artigiani (dati Infocamere) nei territori delle province di Monza Brianza e Milano. Nell’edilizia il 52% delle imprese è gestita da stranieri così come il 63% delle ditte di pulizie.

E subito dopo si fanno strada i titolari stranieri dell’alimentare (47%) e del tessile (43%) e spuntano anche i legnamè non italiani che sono già più di uno su quattro (27%). In gran parte i mastri Geppetto non autoctoni si trovano a Milano città (46%) e nell’area metropolitana milanese (39%) e solo per il 15% in Brianza.

I dati consolidati registrano un -1% del numero delle ditte complessivamente registrate e attive in Camera di Commercio che hanno superato il baratro del 2020. Dietro le cifre scorre, in realtà, un cambiamento veloce e inarrestabile. Una vera rivoluzione che obbliga istituzioni e le associazioni di categoria da un lato a difendere dall’estinzione l’artigianato di qualità e di tradizione rilanciando l’innovazione, dall’altro ad accompagnare una crescita tumultuosa dell’imprenditoria straniera.

Nel territorio di Monza Brianza sono attive 22.184 imprese artigiane. La Brianza occidentale tra Desio, Seregno e Cesano Maderno ospita oltre un’impresa artigiana su due (54%) dell’intera provincia di Monza. Più di una ditta su quattro si occupa a vario titolo di edilizia. Seguono l’impiantistica (pur in calo), i servizi alla persona (parrucchieri, centri estetici. tatuatori, toelettatori), i trasporti.

In Brianza il mobile fa la parte del leone con tutti gli altri comparti distribuiti in modo piuttosto omogeneo nel resto della Provincia di Monza. I settori in ascesa sono la cura della persona e del verde, metalmeccanica e i servizi di pulizia. Le ditte individuali rappresentano il 78% delle imprese artigiane sia a Milano che in Brianza. I titolari sono uomini per l’83%. Quasi una su tre di queste ditte (31%) è guidata da stranieri.

Per le fasce d’età, gli imprenditori artigiani uomini over 50 sono in maggioranza relativa con una punta del 32%. Analogamente le donne capitane d’impresa invece sono al 31% presenti nella fascia tra i 40 e i 49 anni. Da dove vengono i nuovi imprenditori? L’indagine chiarisce che gli africani sono il 41%, gli europei il 31%, gli asiatici il 15%, i sudamericani il 12%. Solo l’1% arriva dal Nord e dal Centro America. Gli egiziani sono attivissimi nell’edilizia, nella pulizia e negli alimentari mentre la comunità cinese è molto presente nel tessile -abbigliamento e nei servizi alla persona. Nelle imprese straniere le donne titolari sono in maggioranza nel settore del tessile e dei servizi alla persona. Gli stranieri imprenditori, uomini e donne, sono mediamente più giovani degli italiani.

“Ci sono dei numeri simbolici che segnano la storia - sottolinea Marco Accornero, segretario di Unione Artigiani Milano e Monza Brianza - Gli stranieri che fanno impresa in Italia sono forse più coraggiosi perché sfidano una burocrazia a dir poco complicata anche per gli italiani che devono tornare ad amare di più i mestieri artigiani. Abbiamo per tutti corsi e occasioni di formazione e riqualificazione professionali uniche, opportunità da cogliere al volo per i lavoratori che ad esempio saranno espulsi dall’industria, dal commercio e dai servizi. Come associazione di categoria incoraggiamo e sosteniamo tutti gli artigiani che si rimboccano le maniche e che soprattutto rispettano le regole con una concorrenza leale. Unione Artigiani è da tempo impegnata in un percorso di affiancamento agli aspiranti imprenditori di origine straniera con una serie di progetti che ci vedono coinvolti insieme a Sole Terre Onlus. A tutti, stranieri e italiani mettiamo a disposizione le nostre competenze e i nostri esperti”.

Guardando alla possibile ripresa Accornero precisa: “Vedremo nel corso dell’anno se gli aiuti saranno giunti in tempo per le nostre imprese che per ora hanno stretto i denti. Noi proseguiremo con i nostri servizi a mantenere viva la speranza, non solo di sopravvivere ma vogliamo anche aiutare gli artigiani a fare i passi giusti per crescere. Alle nostre microimprese servono prestiti agevolati e rapidi, bandi chiari, procedure burocratiche lineari, buone reti, un po’ di stabilità e la giusta formazione, a partire dal digitale. È poi la qualità artigiana a conquistare il mercato”.


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