Mezzago, dopo la roulette russa con pistola parla il sindaco: «Non siamo una banlieue»
Il sindaco di Mezzago, Giorgio Monti

Mezzago, dopo la roulette russa con pistola parla il sindaco: «Non siamo una banlieue»

«Mezzago non è questa. Mezzago non è la banlieue della Provincia di Monza e Brianza. Mezzago è altro, tutt’altro». Lo afferma con fermezza il sindaco Giorgio Monti, dopo che un regolamento di conti tra alcuni spacciatori che ha portato il piccolo paese del Vimercatese alla ribalta della cronaca.

«Mezzago non è questa. Mezzago non è la banlieue della Provincia di Monza e Brianza. Mezzago è altro, tutt’altro». Lo afferma con fermezza il sindaco Giorgio Monti, dopo che un regolamento di conti tra alcuni spacciatori ha portato a un triplice arresto in paese da parte dei carabinieri. Un atto molto grave e altrettanto delicato, che ha puntato i riflettori mediatici sul paese dell’Asparago Rosa. «Sono molto dispiaciuto che l’attenzione mediatica ricevuta possa dipingere il paese per quello che in realtà non è – spiega Monti –. Siamo di fronte a qualcosa che va però al di là del mero confine geografico del nostro paese. Quanto successo qui sarebbe potuto accadere ovunque, dietro c’è qualcosa di molto ampio. Se non lo fosse, ciò aggraverebbe maggiormente quanto successo».

Il primo cittadino però non si è soffermato solo sul fatto in sé, ma ha voluto condividere una riflessione più ampia, spiegando quanto sia necessario un lavoro in sinergia per contrastare questo tipo di fenomeni. «Quello che è successo mi ha fatto riflettere molto – spiega Monti –. Quanto accaduto è sulla falsa riga di un vero e proprio film sui cartelli della droga colombiani. Ciò mi ha portato però a fare alcune considerazioni. Soprattutto sulla tematica della droga, che sta tornando molto di moda tra i giovanissimi che spesso non sanno nemmeno a cosa vanno incontro, ma anche per altri problemi sociali di stretta attualità. Gli sforzi di un singolo Comune per contrastare questo trend negativo non sono sufficienti. Serve un lavoro più ampio che coinvolga tutte le realtà della società, partendo dal territorio locale per arrivare sino ai livelli più alti della nostra organizzazione statale. Questo è l’unico modo che abbiamo per prevenire e contrastare questi episodi».


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