Meda, l’appello di Simona per il fratello con sindrome di Down: «Do una casa a chi può seguire David e permettergli l’autonomia»
Meda: una foto di mamma Luisa con i figli Simona e David Bizzozero (Foto by Cristina Marzorati)

Meda, l’appello di Simona per il fratello con sindrome di Down: «Do una casa a chi può seguire David e permettergli l’autonomia»

Simona Bizzozero vive a Londra e cerca una persona (“fidata e onesta”) che vada a vivere con suo fratello David, 37 anni, con Sindrome di down, per permettergli l’autonomia coltivata per tutta la vita da mamma Lella, scomparsa l’11 febbraio.

«Aiutatemi a lasciare mio fratello a Meda. Come? Cerco una persona fidata e onesta pronta a trasferirsi a casa di David, per permettergli di continuare la vita che ama e per la quale la nostra mamma ha lavorato tanto».

Spera proprio che qualcuno risponda al suo appello Simona Bizzozero, 50 anni, residente a Londra. L’11 febbraio all’età di 72 anni mamma Luisa, conosciuta come Lella, è morta dopo 14 mesi di lotta alla leucemia. Titolare per anni di un salone di parrucchiera in centro città, Lella ha cresciuto con forza e vitalità la sua primogenita, Simona, e soprattutto il secondogenito, David, 37 anni, con Sindrome di down, con l’obiettivo che la disabilità non diventasse mai un ostacolo. In città lo conoscono tutti: risposta pronta, indipendente, seguito dai Servizi sociali, ora si trova ad affrontare un futuro senza mamma.

«Vivo e lavoro a Londra da tempo – prosegue la sorella Simona – Ho un figlio di 13 anni autistico, non parla italiano. Trasferirlo in Italia e strapparlo al contesto in cui è nato e cresciuto è impossibile. Devo prendere una decisione che sposi le necessità di mio fratello a quelle del mio bambino».

Sul tavolo si è presentata subito la possibilità di trasferire David in una comunità a Mariano Comense. «Ho detto no. Ha il suo mondo a Meda e noi ci stiamo muovendo per mantenerlo». Una cara cugina diventerà amministratrice di sostegno, dal 2003 la cooperativa “Aliante” di Seregno lo coinvolge in attività diurne, il problema è una presenza nel quotidiano tra le quattro mura domestiche.
«Una persona che si assicuri dello stato di salute di mio fratello. Per il resto sa gestirsi benissimo da solo: esce di casa alle 8 del mattino e rientra alle 18. Sa cucinare, fare la spesa e piccoli lavori domestici. Il weekend va a messa e poi a trovare i suoi amici qui in paese. È stata mia mamma ad aiutarlo giorno dopo giorno a costruirsi la sua indipendenza».

Al convivente viene offerta una casa senza affitto: «In Inghilterra succede nella normalità: persone che vivono sole o sono anziani mettono a disposizione una camera e in cambio hanno una presenza, una compagnia, un aiuto».

L’appello di Simona non è stato compreso da tutti. Qualcuno l’ha criticata: «Io ci sarò sempre, non lo lascio certo solo. Vacanze e feste mio fratello le trascorrerebbe con me, ma sarebbe bello trovare per lui una persona impegnata nel volontariato, sensibile a tematiche e realtà come la nostra. Voglio che il più grande desiderio di mia madre si avveri: assicurare a David la possibilità di continuare a vivere nella sua casa». Chi volesse aiutare Simona Bizzozero può contattarla direttamente sulla sua pagina Facebook.


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