Matrimoni al tempo del virus: da Albiate a Bovisio gli atelier hanno voglia di ripartire
Pamela Giacomini

Matrimoni al tempo del virus: da Albiate a Bovisio gli atelier hanno voglia di ripartire

C’è chi come “Pamela Spose” guarda alla collezione 2021: «Sarà giovane e fresca» a chi come “Giada Sposi” di Bovisio Masciago e Liliana Diodati, di Concorezzo, si è convertito alla produzione di mascherine da sposa

Fiori d’arancio e coronavirus, il settore non sta alla finestra: c’è tanta voglia di ripartire e qualche attività nel frattempo si è riconvertita temporaneamente nella produzione di mascherine. «C’è voglia di ricominciare, tornare a tagliare i tessuti, disegnare, sentire le spose. La collezione 2021 sarà giovane, fresca, porterà via i brutti pensieri» dice Pamela Giacomini di “Pamela Spose” di Albiate. La sartoria riaprirà lunedì 18 maggio dopo la chiusura forzata a causa dell’emergenza coronavirus. E la titolare non vede l’ora di ricominciare a far sognare le sue spose. «Una situazione di questo tipo non si era mai verificata - commenta Pamela - Le “mie” spose hanno tutte rimandato il matrimonio al 2021. Sono tranquille, fondamentalmente - afferma- nessuna ha voglia di celebrare il matrimonio in una situazione del genere. Il vestito è un prodotto che non si deteriora, sarà perfetto anche l’anno prossimo. Le spose 2020 avranno un’attenzione particolare. Riformuleremo il matrimonio in base a quello che vorranno nel momento in cui avremo la certezza della data. Il sogno del matrimonio è solo rimandato. Sì, coccoleremo le nostre spose!».

Tina Zanaboni della Giada Sposi Bovisio Masciago

Tina Zanaboni della Giada Sposi Bovisio Masciago
(Foto by Paolo Cova)

La stilista di abiti da sposa Tina Zanaboni di Cesano Maderno, che insieme al marito Pierluca e alla figlia Sara gestisce dal 1994 l’atelier “Giada Sposi” a Bovisio Masciago, è stata invece intervistata durante la trasmissione “Diritto e Rovescio” di Paolo Del Debbio, in onda su Rete 4, come esempio d’impresa ferma causa Covid e raccogliere al tempo stesso la voce di un settore che pagherà cara la crisi: quello dei matrimoni. Tina si è presentata davanti alle telecamere con una mascherina molto speciale: aveva un decoro abbinato a un abito nuziale. Dopo il servizio sono piovute le richieste da tutta Italia, perché se anche uno dei giorni più importanti di una donna deve essere accompagnato da una mascherina che almeno sia bella. «E realizzata con materiali di un certo tipo – sottolinea Tina – Non c’è solo la parte estetica, abbiamo adottato un mix di tessuti affinché si possa innalzare la soglia di protezione. Sarà impossibile ricevere una certificazione, perché materiali come il tnt sms alla base delle protezioni sono introvabili».

Anche Liliana Diodati, concorezzese, abituata a lavorare per i grandi marchi della moda, ha dato sfogo al suo estro per creare mascherine per matrimoni: è stata contattata da una wedding planner che le ha chiesto alcuni prototipi di mascherine da fare indossare alla sposa e agli invitati. «Si tratta di un matrimonio da celebrare in autunno-spiega Liliana- e mi sono ingegnata a trovare delle soluzioni. La mascherina della sposa deve richiamare perfettamente l’abito e può essere impreziosita con brillantini e Swarovsky. Parenti e amici, invece, dovranno indossare una mascherina che richiami i colori e lo stile del loro abbigliamento per essere eleganti e impeccabili in un momento così importante».


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