M5 a Monza, come dividere la maxi spesa da 350 milioni? Comuni e Regione cercheranno un accordo
Una fermata milanese della linea lilla

M5 a Monza, come dividere la maxi spesa da 350 milioni? Comuni e Regione cercheranno un accordo

L’incontro è previsto in Regione alle 14 del prossimo mercoledì, 22 maggio, negli uffici dell’assessore alle Infrastrutture, ai trasporti e alla mobilità sostenibile Claudia Terzi: in quell’occasione gli esponenti degli enti locali coinvolti dal prolungamento della M5 dovrebbero iniziare a discutere delle quote di spartizione dei 350 milioni di euro di cui hanno deciso di farsi carico.

L’incontro è previsto in Regione alle 14 del prossimo mercoledì, 22 maggio, negli uffici dell’assessore alle Infrastrutture, ai trasporti e alla mobilità sostenibile Claudia Terzi: in quell’occasione gli esponenti degli enti locali coinvolti dal prolungamento della M5 dovrebbero iniziare a discutere delle quote di spartizione dei 350 milioni di euro di cui hanno deciso di farsi carico. Regione, comuni di Milano, Monza, Cinisello e Sesto San Giovanni stanno quindi per sedersi allo stesso tavolo: l’annuncio da parte del primo cittadino Dario Allevi sabato mattina al termine dell’incontro “pro metropolitana” promosso dall’associazione Hq Monza - una riunione che, negli spazi dello Sporting Club di viale Brianza, ha radunato consiglieri regionali, deputati e senatori di tutte le forze politiche: presenti, tra gli altri, i senatori Massimiliano Romeo (Lega), Gianmarco Corbetta (Cinque Stelle) e Roberto Rampi (Pd), i deputati Jari Colla (Lega) e Gianmario Fragomeli (Pd), e i consiglieri regionali Marco Mariani (Lega), Pietro Virtuani (Pd) e Marco Fumagalli (Cinque Stelle).

«L’importanza dell’opera - ha commentato il primo cittadino - è stata ribadita anche venerdì mattina, in occasione della visita istituzionale della presidente del Senato Casellati. Il via libera ai 900 milioni dalla commissione trasporti della Camera è solo la prima tappa di un percorso che tutti noi qui presenti siamo pronti a sorvegliare da vicino». «Ancora mancano tanti passaggi - hanno ribattuto Isabella Tavazzi e Mauro Buffa di Hq Monza - Come il via libera della commissione territorio della Camera e quello delle due analoghe commissioni del Senato. Poi, la presidenza del Consiglio dovrà emanare un decreto che renda effettivamente disponibili i fondi. Un ritardo nell’iter potrebbe far “saltare” i primi 15 milioni previsti per il 2019». E se Rampi, Corbetta e Romeo hanno ribadito l’assoluta comunanza di intenti - «su questo tema non c’è mai stato uno scontro politico» - precisando oltretutto che «una volta firmata a Roma la convenzione la realizzazione dell’opera sarà al sicuro» anche in caso di crisi di governo, Hq Monza ha approfittato dell’occasione per evidenziare alcune criticità dell’attuale progetto. La prima riguarda il deposito treni, previsto in zona Bettola, che «dovrebbe essere interrato, non in superficie, e circondato da una fascia boschiva per mitigare l’impatto estetico e acustico». Il comitato suggerisce poi la progettazione di un parcheggio da almeno tremila posti nei pressi del capolinea, alla fermata prevista presso il polo istituzionale di via Grigna e di via Montevecchia: un’infrastruttura «al momento non prevista».


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