Lissone, cinque anni di Museo d’arte contemporanea: bilancio a grandi numeri
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Lissone, cinque anni di Museo d’arte contemporanea: bilancio a grandi numeri

È un bilancio dai numeri imponenti quello che Alberto Zanchetta si prepara a consegnare alla fine del suo mandato come direttore artistico del Museo di arte contemporanea di Lissone.

È un bilancio dai numeri imponenti quello che Alberto Zanchetta si prepara a consegnare alla fine del suo mandato come direttore artistico del Museo di arte contemporanea di Lissone. Affidati a un comunicato stampa, ecco le cifre: dal dicembre del 2012 al novembre del 2017 il Museo di Lissone ha presentato oltre duemila opere, coinvolto seicento autori, ospitato più di cento mostre e incrementato considerevolmente le proprie collezioni permanenti.

«Nell’arco di un quinquennio - si legge nel documento -, Zanchetta ha completamente reinventato il profilo culturale del Mac, convertendolo in una fucina sperimentale e dinamica che ha saputo rinnovarsi ed evolversi di continuo, coinvolgendo l’architettura stessa dell’edificio nell’intento di trasformare ogni evento in una “esperienza formativa”. Rispettoso delle tradizioni e del contesto all’interno del quale si è trovato ad operare, Zanchetta si è prodigato nella valorizzazione del patrimonio artistico connesso allo storico Premio Lissone; le sue ricerche sono infatti confluite in 3 volumi che hanno dato ampio risalto a una storia che in pochi conoscevano per davvero, ma che adesso, finalmente, è di dominio pubblico».

Alberto Zanchetta

Alberto Zanchetta


Ora, allo scadere del suo mandato – che coincide con l’imminente inaugurazione del Premio Lissone Design 2017 – Zanchetta si dice «soddisfatto degli obiettivi conseguiti» e di un’attività culturale che può essere riassunta in queste cifre: 154 progetti espositivi realizzati nel corso di cinque anni, ai quali si sono aggiunti numerosi altri eventi, tra cui concerti, performance, presentazioni di libri, incontri e dibattiti. Ben 2.282 opere proposte al pubblico e 635 artisti, designer, architetti, critici e curatori coinvolti all’interno della programmazione del museo. Ben 57 nuove acquisizioni hanno incrementato le collezioni del museo, tra cui quelle di Franco Grignani, Alberto Biasi, Grazia Varisco, Antonio Scaccabarozzi, Giovanni Campus, Winfred Gaul, Lorenzo Piemonti, Dhimitër Theodhori, Nicola Samorì, Marco Cingolani, Willy Verginer, Matteo Fato, Vincenzo Rusciano, Sophie Ko, Paola Angelini, Elsa Salonen e Davide Mancini Zanchi.

Alle collezioni si sono aggiunti anche 9 interventi permanenti, realizzati da altrettanti artisti all’interno del MAC, e un nucleo di 112 progetti che si ricollegano a tre importanti mostre (la “X Triennale” del 1954, le “Proposte critiche per 6 alloggi IACP” del 1973 e le “Affinità Elettive” del 1985) e comprendono disegni originali ed eliocopie di Bottoni, Fiori, La Pietra, Vigo, Stoppino, De Pas, D’Urbino, Lomazzi, Ungers, Eisenman, Hollein, Cook, Aulenti, Moneo, Graves, Isozaki, Natalini, Mendini, Portoghesi,Sottsass, Venturi.


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