La Reggia di Monza  restaura l’ultimo ricordo  dell’ex ippodromo del Parco
L’ex insellaggio dell’ippodromo di Monza (Foto by Radaelli Fabrizio)

La Reggia di Monza restaura l’ultimo ricordo dell’ex ippodromo del Parco

L’edificio dell’insellaggio dell’ex ippodromo del Parco verso il recupero: la Reggia di Monza cerca operatori interessati all’intervento per salvare l’ultimo ricordo dell’Ascot italiana, distrutta da quattro incendi.

Tutto quello che rimane del vecchio ippodromo del Parco di Monza è lo scheletro fatiscente dell’insellaggio, vicino all’ingresso di via Villa a Vedano al Lambro: un cadavere strutturale rimasto così dal 1990, l’anno dell’ultimo di quattro incendi in tre anni che mandarono in cenere le speranze di chi credeva ancora in un suo recupero.

Oggi quelle speranze si riaccendono: non tanto per l’ex ippodromo che non sarà certo ricostruito - nel frattempo è stato anche ripristinato il filare di carpini che corre tra le ville Mirabello e Mirabellino, fatto sparire con la costruzione della pista da corsa dei cavalli. A essere salvato è proprio l’insellaggio, l’ultimo scampolo della fu Ascot italiana. Dopo l’avvio del progetto nel 2015, il Consorzio Villa reale e Parco ha infatti pubblicato l’avviso di ricerca di operatori interessati all’intervento di recupero. A disposizione ci sono 250mila euro: il progetto prevede opere per poco meno di 160mila euro oltre agli oneri di sicurezza e per partecipare c’è tempo fino al 23 dicembre.

L’ex ippodromo prima degli incendi

L’ex ippodromo prima degli incendi
(Foto by archivio Giancarlo Nava)

Tecnicamente, una “manifestazione di interesse” i cui risultati saranno verificati il giorno dopo la scadenza, alla vigilia di Natale. La revisione del progetto, firmato dall’architetto Chiara Lorenza Colzani, è di marzo 2018 e dava seguito a un’intenzione che affonda le radici nel 2005 (quella volta appena dopo Natale): allora la giunta (il Consorzio non c’era) aveva deliberato un progetto definitivo che avrebbe ottenuto, nei due anni successivi, parere favorevole della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano e del consorzio Parco Valle Lambro. Poi tutti si era fermato per cinque anni: solo a giugno 2013 la giunta ha approvato una modifica al quadro economico per rispolverare l’intervento.

Ancora pareri di Soprintendenza e Parco Valle Lambro (nell’estate 2018) e siamo alla fine del 2019: a quarantatrè anni di distanza dall’ultima corsa ufficiale organizzata dalla Società per l’incoraggiamento delle razze equine (Sire) che aveva gestito l’ippodromo dal 1924 - il Grande Cross Country di Monza del 1976 - il progetto potrebbe essere a una svolta. Potrebbe, al condizionale, perché il Consorzio deve misurarsi prima di tutto con operatori interessati ai lavori.

L’ex ippodromo in un cartolina

L’ex ippodromo in un cartolina
(Foto by archivio Alfredo Viganò)

“Il progetto si pone come obiettivo prioritario il recupero architettonico e storico dello stabile insellaggio, che sarà interamente ripristinato nella sua struttura lignea, contrassegnato dallo stile anglosassone, evidenziato dal sistema di assemblaggio della struttura e dall’ornamento rappresentato dai capitelli presenti sulla testate dei sette montanti” si legge nella relazione del progetto esecutivo che ricostruisce anche la storia dell’ippodromo e della struttura superstite.

“La realizzazione dell’impianto, che segue di poco la costruzione dell’autodromo, nasceva su di un progetto, valutato l’impatto della precedente esperienza, pensato con una maggior attenzione al paesaggio e al patrimonio preesistente, con l’obiettivo di integrare le strutture nell’ambiente rispettandone il più possibile le caratteristiche e peculiarità; tuttavia per consentire la visibilità dell’intera pista dalle tribune, venne sacrificato il viale di carpini forgiati a globo che collegava le Ville Mirabello e Mirabellino, asse prospettico centrale dell’area, assumendo scelte maggiormente distruttive rispetto all’intento”.

Il parco negli anni Trenta durante una gara all’ippodromo, immagine tratta da una mostra del Touring club

Il parco negli anni Trenta durante una gara all’ippodromo, immagine tratta da una mostra del Touring club
(Foto by Fabrizio Radaelli)

Il modello furono gli ippodromi francesi e inglesi, con la classica doppia pista ad anello in sabbia, corredate da tribune in legno che come le strutture di servizio, le tettoie, i fabbricati, le coperture, assecondavano il gusto anglosassone. Un po’ di Belle époque a Monza, progettata dall’architetto Paolo Vietti-Violi, che aveva già realizzato l’impianto di San Siro, che avrebbe poi costruito ippodromi in tutto il mondo e che per tre anni è stato anche consigliere tecnico dell’autodromo. “La scelta progettuale - scrive Colzani - era stata valutata quale opportuna per raggiungere una migliore integrazione della struttura sportiva con le prerogative ambientali e paesaggistiche del Parco. Lo stile nordico caratterizza anche il fabbricato destinato all’insellaggio dei cavalli che insieme alla biglietteria costituiscono le uniche costruzioni giunte ad oggi, che presentano gli elementi stilistici delle case a telaio nordeuropee. L’edificio dell’ex insellaggio, caratterizzato da coperture a falde a forte spiovente e manto in scandole, con tettoia aggettante, sorge in posizione più defilata rispetto alla pista, nelle vicinanze dell’ingresso denominato della Montagnetta e si configura come una tettoia aperta verso il grande prato, scandita dai pilastri che sorreggono le capriate e poggiante su fondo in muratura di mattoni pieni intonacata”.

L’edificio dell’ex ippodromo

L’edificio dell’ex ippodromo
(Foto by Fabrizio Radaelli)

L’obiettivo del progetto è il recupero delle strutture secondo le forme originarie, con massicce sostituzioni di quasi tutte le parti in legno ammalorate così come la copertura. “Il recupero delle strutture si configura come un ulteriore intervento nell’ottica di incrementare l’offerta di spazi ad uso pubblico: potrebbero infatti costituire spazi di ricovero e sosta per l’utenza del Parco che nelle domeniche estive raggiunge le 60.000 presenze e frequenta densamente questa vasta area a prato”. Insomma: un’area picnic, come hanno chiesto in tanti utenti, a partire dalle scolaresche.

Il circuito dell’ex ippodromo ancora visibile in una foto aerea anteriore al 2001

Il circuito dell’ex ippodromo ancora visibile in una foto aerea anteriore al 2001
(Foto by Fabrizio Radaelli)


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