La minaccia di Maroni ai sindaci: «Basta accoglienza ai migranti altrimenti vi taglio i fondi»
Il presidente della Lombardia, Roberto Maroni

La minaccia di Maroni ai sindaci: «Basta accoglienza ai migranti altrimenti vi taglio i fondi»

Il governatore della Lombardia Roberto Maroni interviene dopo la nuova emergenza migranti: “Scriverò ai primi cittadini e diffiderò anche i prefetti dal portare nuovi clandestini”

Riduzione dei trasferimenti regionali ai sindaci lombardi che dovessero accogliere nuovi migranti: lo ha affermato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. «È un fatto gravissimo, io domani (lunedì, ndr) scrivo una lettera ai prefetti lombardi diffidandoli dal portare in Lombardia nuovi clandestini, poi anche ai sindaci dicendo loro di rifiutarsi di prenderli e ai sindaci che dovessero accoglierli gli ridurremo i trasferimenti regionali come disincentivo alla gestione delle risorse». Nella provincia di Monza sono 391 i richiedenti asilo, poco meno della metà rispetto agli 804 giunti dal marzo del 2014: gli altri sono ripartiti per il Nord Europa dopo una sosta di non più di un paio di giorni. Nei centri di smistamento allestiti allo Spallanzani di Monza e a Limbiate c’è ancora qualche posto, ma le due strutture potrebbero diventare sature se gli ingressi riprenderanno con i ritmi di un paio di settimane fa. Ed p per questo motivo che si parla da tempo di una riconversione in centro di accoglienza dei vecchi ospedali di Monza e Vimercate.

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In Brianza, intanto, c’è chi è alle prese con i conteggi e ipotizza che tra qualche mese i migranti supereranno gli 580 stimati per il 2015 dalla Prefettura sulla base delle presenze dello scorso anno. Se sarà così il Governo dovrà integrare i quasi 5.000.000 di euro stanziati per la loro accoglienza e il loro inserimento e, probabilmente, in via Prina potrebbero pubblicare un nuovo bando con cui assegnare le risorse per l’ospitalità e l’avvio dei progetti formativi. Quel che è certo, precisano i tecnici, è che ai comuni non sarà chiesto alcun contributo.


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