La Bella principessa è di Leonardo o è un falso? Il proprietario: 10mila sterline al falsario se lo rifà
La Bella principessa alla Villa reale di Monza (Foto by Fabrizio Radaelli)

La Bella principessa è di Leonardo o è un falso? Il proprietario: 10mila sterline al falsario se lo rifà

Se lo ha fatto lui, lo rifaccia: gli do 10mila sterline. Parola del collezionista Silverman, proprietario della Bella principessa attribuita a Leonardo, che offre al falsario inglese che sostiene di essere l’autore un premio per ripetersi. «Altrimenti torni in galera».

Vero o falso? E se è falso, è un falso del falsario o il falsario è un falso? Bel grattacapo per la comunità scientifica venire a capo del rebus della Bella principessa, che nonostante l’attribuzione a Leonardo da Vinci continua a raccogliere pareri discordanti sulla sua autenticità. A complicare le cose, nei giorni scorsi ci si è messo anche un celebre falsario inglese, Shaun Greenhalgh, che ha già scontato qualche anno di carcere per i suoi lavori, a reclamare la paternità della pergamena che si suppone possa raffigurare Bianca Giovanna Sforza, figlia illegittima di Ludovico Sforza,duca di Milano alla fine del quindicesimo secolo.

Il falsario ha sostenuto di essere l’autore del falso (che rappresenterebbe Sally, una commessa di supermercato dove anche lui ha lavorato) in concomitanza con l’uscita di una sua biografia, “Il racconto di un falsario”, pubblicata in Gran Bretagna con la collaborazione del critico d’arte Waldemar Januszczak. Da lì al sospetto che l’autore fosse a caccia di pubblicità il passo è stato breve, per quanto non credere al falsario non significhi credere all’autenticità dell’opera, una pergamena di trenta centimetri per venti realizzata in biacca, matita, inchiostro.

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Di certo l’inglese ha raccolto la reazione del proprietario del ritratto, il collezionista canadese Peter Silverman, che vive a Parigi e che da una decina d’anni si batte per l’attribuzione della Bella principessa a Leonardo da Vinci: come riporta The New York Times in un articolo a firma di Scott Reyburn, il proprietario ha definito l’uscita di Greenhalgh «ridicola e assurda: è vergognoso che uno storico dell’arte possa abbassarsi a questo livello per promuovere il suo libro» ha detto riferendosi a Januszczak.

«It’s shameless that an art historian should stoop to that level to promote his book.»

Quindi la proposta: il falsario lo rifaccia davanti a un comitato di esperti, se è vero che è l’autore. Se lo ripete, ha detto Silverman, lo pago 10mila sterline, quasi 14mila euro. «And he goes back to jail where he belongs if he doesn’t» e torni nella galera che gli appartiene se non è capace», ha concluso il collezionista.


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