Incidenti con fuga sulla Statale 36: identificati cinque pirati in due mesi in Valassina
Incidenti sulla Statale 36: 400 l’anno scorso in Valassina

Incidenti con fuga sulla Statale 36: identificati cinque pirati in due mesi in Valassina

Cinque incidenti con fuga tra dicembre e inizio febbraio sulla Statale 36, ma ora tutti i pirati della strada hanno un nome grazie all’ufficio incidenti del distaccamento della polizia stradale di Seregno. Cinque indagini concluse con successo: ma perché c’è chi scappa dal luogo di un incidente?

Cinque incidenti con fuga tra dicembre e inizio febbraio sulla Statale 36, ma ora tutti i pirati della strada hanno un nome. Non si scappa all’occhio investigativo dell’ufficio incidenti del distaccamento della polizia stradale di Seregno, dove dal 27 dicembre scorso l’addetto all’ufficio incidenti è stato chiamato a un super lavoro.

Sulla sua scrivania sono finiti nell’arco di meno di due mesi cinque sinistri con fuga ossia chi ha causato la collisione, ferendo gli occupanti dell’altro veicolo, non si è fermato a prestare soccorso. Si tratta sostanzialmente di tamponamenti avvenuti lungo la Valassina o sulle arterie di traffico che conducono alla superstrada. Le prognosi per i feriti sono al massimo di 10 giorni, ma le conseguenze peggiori sono per il fuggitivo. Se si fosse fermato, il rischio per uno scontro così lieve sarebbe stata una contravvenzione, invece la decisione di allontanarsi prevede la contestazione dell’omissione di soccorso e della fuga, la sospensione della patente e se non si ammettono le proprie colpe una denuncia per falso.

Perché si fugge? In tutti e cinque gli incidenti, avvenuti a Lissone, a Verano Brianza e nel lecchese, gli elementi in mano agli investigatori erano minimi: parziale numero di targa, solo il colore e modello del veicolo, un’immagine ripresa dai sistemi di videosorveglianza lungo le strade.

All’inquirente al lavoro però sono bastati per risalire ai fuggitivi. Tranne in un caso, dove l’auto è intestata a un prestanome di Milano “proprietario” di 300 veicoli, tutti sono italiani con patente in regola, assicurazione dell’auto in regola e persino la revisione effettuata puntualmente. Allora perché fuggire? Forse la comunicazione errata che in caso d’incidente con ferito la sospensione della patente è automatica, spinge a schiacciare il piede sull’acceleratore e ad allontanarsi dal problema.

In realtà il provvedimento così pesante scatta se ci sono aggravanti: guida in stato d’ebbrezza o velocità non commisurata. Meglio fermarsi dopo un sinistro. La Stradale non perdona e anche dopo settimane l’identità del pirata della strada viene sempre a galla.

Situazioni limite che però non sono una rarità visto l’ingente numero d’incidenti stradali rilevato ogni anno dalla polizia in particolare lungo la Valassina. I sinistri nel 2017 sono stati circa 400 (considerando il tratto di superstrada compreso tra Milano e Lecco), poco più di uno al giorno, 172 sono stati con feriti e purtroppo in due casi sono costati la vita ai conducenti.

Non sono rari poi i ribaltamenti dovuti alla perdita di controllo del mezzo o ad altri veicoli che hanno effettuato manovre azzardate. Domenica 4 febbraio poco dopo le 15.30 a Monza nel tunnel in direzione Milano una Micra con a bordo due pensionati di Rozzano, marito e moglie di 81 e 84 anni, sono finiti sottosopra. La vettura ha sbattuto contro la parete di destra e si è ribaltata. Feriti entrambi.

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