Il futuro del Gp a Monza, Fabrizio Sala: «Vorrei un nuovo contratto che duri 5 anni». Malagò (Coni): «Serve buonsenso»
Angelo Sticchi Damiani (presidente Aci), il fovernatore Fontana e Fabrizio Sala

Il futuro del Gp a Monza, Fabrizio Sala: «Vorrei un nuovo contratto che duri 5 anni». Malagò (Coni): «Serve buonsenso»

«Il nostro obiettivo è un contratto quinquennale, così da programmare in maniera adeguata gli investimenti». Fabrizio Sala, vicepresidente di Regione Lombardia, pianifica il futuro di Monza e del suo accordo con Liberty Media, in scadenza il prossimo anno

«Il nostro obiettivo è un contratto quinquennale, così da programmare in maniera adeguata gli investimenti». Fabrizio Sala, vicepresidente di Regione Lombardia, pianifica il futuro di Monza e del suo accordo con Liberty Media, in scadenza il prossimo anno. Programmare il rinnovo significa guardare al centenario dell’autodromo, nel 2022. «Monza ha bisogno di un rilancio internazionale, cambiando l’interlocutore» dopo l’addio di Bernie Ecclestone, «è giusto pensare a un nuovo masterplan. Per noi questo circuito e questo evento devono fare da volano per l’intero territorio. La Lombardia oggi è sempre più internazionale, eventi come quello dello show delle monoposto a Milano ci dicono che possiamo continuare a fare bene. Dobbiamo coinvolgere le aziende, le istituzioni. Noi abbiamo bisogno della Formula 1, ma anche la Formula 1 ha bisogno di noi. A Gp chiuso cominceremo a lavorare per accelerare nella pianificazione».

«Presumo che prevalga il buon senso e non solo il ragionamento di portafogli. Anche perché, alcuni Gp di F1 che hanno facilmente bancato l’offerta, poi però sono stati senza anima e senza cuore: è un errore che questo mondo non può permettersi». È l’auspicio del presidente del Coni, Giovanni Malagò, a proposito del rinnovo del contratto per mantenere la F1 a Monza oltre il 2019. «Sappiamo quanto il business sia un elemento preponderante, ma non si può rinunciare alla passionalità di Monza, che c’è qui e al massimo in altri tre Gp, nella vecchia cara Europa», ha spiegato Malagò, che si è fermato per qualche minuto a salutare John Elkann. «Non conosco la questione nella specificità, ne ho sempre parlato con assiduità con Angelo Sticchi Damiani che ha la titolarità per seguire la vicenda - ha continuato Malagò -. I numeri sono molto alti. Nessuno vuole mettere in dubbio che Monza sia a rischio, sarebbe una follia solo pensarlo, ma bisogna anche tenere conto della realtà imprenditoriale».


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