Desio, la conduttrice tv Marta Perego  ricorda la nonna: «Mi mancherai, mi hai insegnato a non avere paura di quello che si è»
Marta Perego con la nonna Bruna Cugini (Foto by Paola Farina)

Desio, la conduttrice tv Marta Perego ricorda la nonna: «Mi mancherai, mi hai insegnato a non avere paura di quello che si è»

Bruna Cugini, scomparsa il 25 aprile, a 85 anni appena compiuti: «veniva bene in tutte le foto, con il suo sorriso buffo e sornione, quel sorriso in grado di svelare il lato assurdo della vita. Anche quando era stanca, anche quando la malattia consumava giorno dopo giorno la sua energia».

Marta Perego, giornalista e conduttrice televisiva desiana ricorda la nonna Bruna Cugini, scomparsa il 25 aprile, a 85 anni appena compiuti, con un commovente ricordo.

«L’ho sognata nella notte del 24 aprile, quando forse già aveva capito che stava per salutarci. Era su un palco di un cabaret, quelli stile anni ’30, che sembrano usciti da un film con Greta Garbo. E lei, unica attrice, accennava un inchino. Era truccata come le piaceva – l’ombretto azzurro sfumato sulle palpebre, il rossetto rosa e le unghie colorate - l’abito di paillettes, e la sua pelliccia preferita sulle spalle. Nonna Bruna, la nostra Greta Garbo, la nostra diva privata.La nonna che veniva bene in tutte le foto, con il suo sorriso buffo e sornione, quel sorriso in grado di svelare il lato assurdo della vita. Anche quando era stanca, anche quando la malattia consumava giorno dopo giorno la sua energia. “Era così forte, la Bruna” dicono le sue amiche. Lo era per davvero. Capace di superare malattie, operazioni, le difficoltà a cui la vita l’ha posta di fronte. A 56 anni è rimasta vedova, troppo presto, di suo marito Enrico. Io avevo otto anni e inconsapevolmente ho assistito a quella che poi avrei chiamato “la rinascita della fenice” e che all’epoca era la mia nonna che trovava l’energia e la forza di prendere i suoi nipoti e portarli al mare, anche senza suo marito.

Era sempre in grado, anche nei momenti più bui, di strappare una risata. Era terribilmente divertente. Aveva la capacità innata di trovare il lato buffo delle cose. Cara nonna, mi mancherai. Se c’è una cosa che ho imparato da te è che non bisogna avere paura di essere quello che si è. La mia nonna libera. Qualcuno ha detto che viviamo due vite, la prima è quella fisica, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene. E qui, a volerti bene, siamo in tanti.

Mio fratello Andrea che non dimentica la sua nonna che gli cucinava le polpette per renderlo felice. Mia sorella Sara a cui hai trasmesso la passione per la bellezza (e anche qualche lezione di puntocroce). Tua figlia Antonella che si è presa cura di te fino all’ultimo. Tuo nipotino Tommaso che ogni volta che ti vedeva non la smetteva di ridere. Tuo genero Achille che ti preparava i pranzi della domenica. Tuo figlio Marco che rimaneva sempre - anche se ha 60 anni- il tuo bambino. Tua nuora Rosanna e Matteo e Luca, che ti facevano sentire orgogliosa. Hai abbandonato le scene nonna, ma lo spettacolo, credimi, è stato grandioso». 


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