Decreto sicurezza, il sindaco di Monza Allevi dice no alla “disobbedienza”: «Non si può violare la legge»
Il sindaco di Monza Dario Allevi (Foto by Fabrizio Radaelli)

Decreto sicurezza, il sindaco di Monza Allevi dice no alla “disobbedienza”: «Non si può violare la legge»

Il sindaco di Monza Dario Allevi scrive al presidente Anci Decaro mettendosi dalla parte del decreto sicurezza contro gli inviti alla disobbedienza: «Non si può disattendere la legge»

Polemiche e strappi sul decreto sicurezza: anche il sindaco di Monza Dario Allevi ha deciso di intervenire. E lo fa scrivendo al presidente di Anci (Associazione dei Comuni italiani) Antonio Decaro, che nella giornata di giovedì 3 dicembre ha dichiarato che «è evidente, a questo punto, l’esigenza di istituire un tavolo di confronto in sede ministeriale per definire le modalità di attuazione e i necessari correttivi ad una norma che così com’è non tutela i diritti delle persone».

Decaro ribadisce che l’associazione si era già espressa «attraverso la posizione della commissione immigrazione dell’Anci che all’unanimità, indipendentemente dall’appartenenza politica dei singoli componenti, si era espressa negativamente sul provvedimento, ritenendo che i diritti umani non siano negoziabili».

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Per Dario Allevi è «inammissibile che alcuni sindaci si permettano di invitare i colleghi a disattendere una legge dello Stato che, in quanto tale, si applica e basta. Molti di questi primi cittadini guarda caso sono del Pd, di quel partito cioè al quale negli ultimi anni di democratico è rimasto solo il nome. Sono ormai stucchevoli quando iniziano ad abbaiare alla luna ogni volta che qualcuno non la pensa come loro».

Il primo cittadino di Monza ritiene che invece il provvedimento sia “utile e necessario” e atteso dai molti, scrive, che sono costretti ad affrontare «gli effetti di un’accoglienza indiscriminata». Il sindaco di Monza ha scritto a Decaro così come il collega di Ascoli Piceno Guido Castelli. «Questioni così importanti e delicate per le città italiane - conclude Allevi - devono essere affrontate e discusse in modo collegiale e serio nelle sedi opportune».


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