Covid: zona arancione “rafforzata” in aree critiche Bergamo e Brescia e rimodulazione strategia vaccinale
Regione Lombardia Letizia Moratti

Covid: zona arancione “rafforzata” in aree critiche Bergamo e Brescia e rimodulazione strategia vaccinale

Regione Lombardia interviene con una zona arancione “rafforzata” anche dalla chiusura delle scuole in provincia di Brescia e in una fascia di Comuni che si estende anche alla provincia bergamasca più a est.

Il 39% dei nuovi casi di coronavirus registrati nel bresciano riguarda la variante inglese e Regione Lombardia interviene con una zona arancione “rafforzata” anche dalla chiusura delle scuole in provincia di Brescia e in una fascia di Comuni che si estende anche alla provincia bergamasca più a est. Lo ha comunicato in consiglio regionale la vicepresidente e assessore Letizia Moratti. Provvedimento attivo dalle 18 di martedì 23 febbraio 2021.

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“Oggi il presidente Fontana firmerà un’ordinanza per l’istituzione in tutta la Provincia di Brescia e nei comuni di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Caleppio, Credaro e Gandosso in provincia di Bergamo e Soncino, in provincia di Cremona, una zona arancione rafforzata, che preveda oltre alle normali misure della zona arancione, anche la chiusura delle scuole d’infanzia, elementari e medie, il divieto di recarsi nelle seconde case, l’utilizzo dello smart working dove possibile e la chiusura della attività in presenza”. .

“Considerata l’ultima accelerazione - ha aggiunto la vicepresidente Moratti parlando in Consiglio regionale - nella provincia di Brescia, con l’aggravante delle varianti che nell’area sono presenti al 39% del totale dei casi, abbiamo concordato con Ministero della Salute una strategia di mitigazione e contenimento del contagio”.

Moratti ha continuato: “Inoltre abbiamo deciso una rimodulazione della strategia vaccinale come strumento prioritario del contenimento del contagio in modo da prevedere o la somministrazione di una sola dose o il posticipo di sei mesi per la sua somministrazione. Un’eventuale risposta positiva ci permetterebbe di avere maggiore disponibilità del vaccino che ad oggi è misura scarsa. Verranno concentrate nei limiti del possibile e delle linee guida del Ministero le attività di vaccinazione in particolare partendo dai Comuni al confine tra la provincia di Brescia e Bergamo con presenza importante di focolaio di contagio legato alle varianti e alla situazione di tensione legata alla saturazione delle terapie intensive locali”.


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