Coronavirus,  casette dell’acqua aperte o chiuse: la decisione ora spetta ai sindaci
Casa acqua Brianzacque

Coronavirus, casette dell’acqua aperte o chiuse: la decisione ora spetta ai sindaci

Casette dell’acqua aperte o chiuse? Il testimone passa ai sindaci. Dopo un chiarimento con la Regione, Brianzacque (che le aveva chiuse in seguito alle misure previste per decreto) è disposta a riaprirle e chiede una decisione ai Comuni.

Casette dell’acqua aperte o chiuse? Il testimone passa ai sindaci. Nei comuni della Brianza gli erogatori di acqua potabile erano stati chiusi dal gestore Brianzacque in seguito al decreto del 23 marzo con le misure per il contenimento della diffusione del coronavirus, identificati come distributori automatici e equiparati alle attività di vendita h24 di cibi e bevande. La decisione era stata commentata negativamente dagli utenti (“così siamo costretto ad andare al supermercato” era stata una delle motivazioni più frequenti) e il tema ha tenuto banco per giorni sui social.

Dopo un chiarimento con Regione Lombardia, Brianzacque è disponibile a riaprirle e ha inviato ai Comuni una richiesta sulla decisione che intendono prendere. In quelle che saranno riaperte verrà potenziato il servizio di pulizia e di sanificazione con interventi bisettimanali. I prelievi di acqua saranno gratuiti, fino a nuova comunicazione. Nel fare rifornimento, gli utenti dovranno attenersi scrupolosamente alle indicazioni dettate dal Governo in materia di igiene e, in particolare, evitare assembramenti, mantenendo almeno 1 metro di distanza tre le persone in coda e indossando guanti e mascherina.

“Cosa è previsto per i distributori automatici di cibi e bevande? Possono continuare ad essere attivi i distributori automatici di acqua (c.d. Case dell’acqua) e di latte sfuso?
I distributori automatici di cibi e bevande confezionati devono restare chiusi ai sensi dell’Ordinanza 514. Invece sia i distributori automatici di acqua potabile che quelli di latte sfuso non rientrano nella categoria dei distributori automatici di prodotti confezionati e possono restare attivi. Ovviamente i fruitori devono mantenere la distanza di almeno un metro da altre persone”, è specificato sul sito di Regione Lombardia nella sezione “FAQ e chiarimenti” a proposito della possibilità di tenere aperte le case dell’acqua in questo periodo di emergenza Covid- 19.

Visto l’interesse intorno all’argomento, è lecito pensare alla riapertura: le singole comunicazioni arriveranno dai Comuni.

Coronavirus comportamento case dell'acqua

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