Confronto tra Regioni e governo: spostamenti e campagna vaccinale in primo piano
Regioni Stefano Bonaccini Mariastella Gelmini (Foto by i)

Confronto tra Regioni e governo: spostamenti e campagna vaccinale in primo piano

Regioni e governo Draghi al lavoro in vista delle prossime scadenze: spostamenti e cambio di passo della campagna vaccinale in primo piano in vista del consiglio dei ministri.

Una piattaforma di proposte in vista del prossimo Dpcm, “nella convinzione che occorra un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica”. È l’indirizzo delle Regioni nella prospettiva di un lavoro comune con il nuovo governo Draghi, atteso già lunedì 22 febbraio alla presentazione di un nuovo dpcm e decreto legge con le misure per affrontare l’emergenza sanitaria.

“La priorità adesso – ha spiegato il presidente della Conferenza delle regioni Stefano Bonaccini - è la campagna vaccinale. Sta andando a rilento. E questo non per disguidi organizzativi, o indisponibilità della popolazione. Il problema è nell’approvvigionamento. Per questo chiediamo al Governo di intraprendere ogni sforzo per reperire più dosi. Le Regioni sono a disposizione nelle forme e nei modi utili e possibili, a partire dal coinvolgimento diretto di aziende e filiere nazionali. È poi necessaria anche una verifica sul personale che occorrerà coinvolgere e stiamo già collaborando attivamente con il Governo per arrivare ad un accordo quadro con i medici di medicina generale”.

Ma anche la scadenza del 25 febbraio del divieto di spostamento tra le regioni, anche gialle. L’intendimento del presidente del consiglio sembra essere quello di prorogarlo.

Le Regioni però chiedono una “revisione dell’attuale sistema di regole che definisce l’entrata e l’uscita dalle diverse zone. È necessaria una revisione e una semplificazione con la contestuale revisione dei criteri e dei parametri di classificazione. Serve un respiro più lungo ed un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati. Non solo. Occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese”.

“Tutte le Regioni hanno poi richiesto – ha concluso Bonaccini - che per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte. Sia che si tratti di provvedimenti restrittivi regionali, sia che si tratti di provvedimenti nazionali”.


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