Cesano Maderno e il dibattito sulla biblioteca: libri a Palazzo Borromeo no o sì?
Biblioteca di Cesano Maderno - foto da sito del Comune

Cesano Maderno e il dibattito sulla biblioteca: libri a Palazzo Borromeo no o sì?

Adibire uno storico palazzo a biblioteca o investire in una struttura nuova? A Cesano Maderno il dibattito è aperto tra petizioni e idee di commissioni speciali. Il Cittadino ha sconfinato in due Comuni che hanno fatto scelte diametralmente opposte.

Adibire uno storico palazzo a biblioteca o investire in una struttura nuova? A Cesano Maderno il dibattito è aperto.

Il Comune. Nel bilancio triennale delle opere pubbliche spicca una voce: un milione e mezzo di euro da investire nel 2019 nella biblioteca. La somma c’è, ma come sarà spesa? Un tema che sta tenendo fortemente banco nella politica locale. Le posizioni sono nettamente differenti tra maggioranza e opposizione. Il sindaco, Maurilio Longhin, durante l’ultimo consiglio comunale ha rotto gli indugi e ha preso una posizione netta, specchio delle parole del suo vicesindaco Celestino Oltolini: «Per noi la biblioteca non andrà mai a Palazzo Borromeo. Dico no alla proposta di Bosio di effettuare un sopralluogo all’interno dell’edificio. Non ho alcuna intenzione di sventrare un palazzo del 1700». Allora quali sono i progetti dell’attuale maggioranza? Dove andranno gli appassionati di narrativa a sfogare il proprio desiderio di sfogliare le pagine di un libro? Una delle prime proposte era stata creare nuovi locali sopra il bar della casa di riposo e collegarli all’attuale biblioteca, 400 metriquadrati, con una passerella coperta. Il progetto è naufragato? Celestino Oltolini, vicesindaco ma soprattutto assessore ai lavori pubblici, definisce l’argomento completamente aperto.
Alla domanda se e quando partirà il famoso sondaggio tra gli utenti, ventilato nei mesi scorsi, risponde così: «Saranno programmati diversi momenti di conoscenza, coinvolgimento e partecipazione. All’interno di questo percorso si valuterà il ruolo del sondaggio».

Insomma la maggioranza dice no a Palazzo Borromeo, ma non ha ancora preso una scelta precisa su dove e come sarà realizzata la biblioteca. Si parla anche dell’indizione di un concorso d’idee, però ai progettisti bisognerà almeno dare un luogo cui ispirarsi. Intanto Oltolini si dice soddisfatto che l’argomento interessi tutto il consiglio comunale, un punto incluso i in tanti programmi elettorali.

Cesano Maderno, biblioteca - foto d’archivio

Cesano Maderno, biblioteca - foto d’archivio
(Foto by Pozzi Attilio)

Le iniziative. L’opposizione scalda i motori. Luca Bosio, capogruppo in consiglio comunale di “Con Bosio per Cesano”, mantiene ferma la posizione di portare libri, scaffali e futuri servizi innovativi nelle sale di Palazzo Borromeo. Due settimane fa attraverso il portale change.org aveva promosso una petizione virtuale. Testo: «Il Palazzo Arese Borromeo è il luogo ideale dove fare nascere la nostra nuova biblioteca. Questa scelta farebbe risparmiare denari pubblici rispetto ad una costruzione ex novo e il nostro Palazzo, finalmente, verrebbe vissuto ogni giorno dando una nuova immagine alla nostra città». Al momento l’hanno sottoscritta in 461. Presto però la raccolta firme passerà dal mondo virtuale alla realtà.
“Passione civica”, attraverso la sua capogruppo Nadia Speronello, propone invece la costituzione di una commissione speciale: «Che possa lavorare in maniera condivisa all’individuazione della migliore soluzione possibile dal punto di vista tecnico, economico ed estetico per la realizzazione della nuova biblioteca di Cesano Maderno» . “Passione civica” ha già un’idea? Non si sbilancia. Si tratterebbe di un edificio nel centro storico, di proprietà comunale e presto pronto all’uso.

Cesano Maderno, palazzo Borromeo

Cesano Maderno, palazzo Borromeo

E gli altri? Per aiutare il lettore a farsi un’idea il Cittadino ha sconfinato in due città che hanno fatto scelte diametralmente opposte.
Besana in Brianza, verdissimo paese nel cuore di Monza e Brianza, nel 2002 ha aperto le porte di una biblioteca all’interno di una storica dimora. Nel 1989 la famiglia Filippini, proprietaria dell’omonima villa in centro, donò l’edificio del 1800 al comune per destinarlo a spazi culturali. Besana che sino a quel momento contava su 300 metri quadrati di biblioteca, ricavata in un’ex elementare, decise che giovani e non sarebbero entrati in quelle storiche stanze per leggere e studiare. In realtà non tutta la villa è stata adibita a biblioteca, ci sono anche spazi associativi e “solo” 750 metri quadrati ora sono arredati a scaffali.
Per ristrutturare e soprattutto per convertire la dimora da residenza a “casa dei libri” l’amministrazione comunale di allora investì un miliardo e 900 milioni di vecchie lire tra opere, spese tecniche e arredi. La biblioteca mette a disposizione una sala dove è possibile ascoltare musica e visionare video, mentre Internet è disponibile in un’unica stanza con diversi Pc. Lo spessore dei muri rende impossibile introdurre un sistema Wi-Fi. Le sale non sono affrescate, ma la sovrintendenza ha comunque posto dei vincoli.
Villa Filippini mette poi a disposizione ambienti espositivi, spazi per corsi e incontri, esiste anche il Gruppo Interesse Scala, per assistere e conoscere gli spettacoli del teatro milanese. Fiore all’occhiello della dimora è l’annesso immenso parco, dove la cultura si vive anche all’aperto.

Meda - Medateca

Meda - Medateca
(Foto by Ivan Bavuso)

A Meda invece si è puntato sul nuovo e la parola d’ordine è design. Nel 2007 l’amministrazione comunale decise che la città avrebbe avuto bisogno di una biblioteca nuova e moderna. Il risultato? Duemila metri quadrati di superficie su sei piani, un’area studio da 50 posti con scrivania, lampade, Wi-fi. Non mancano un auditorium nel piano interrato, un’area dove vengono tenuti corsi, uno spazio che in futuro potrà ospitare addirittura un bar. Bellissimo l’ambiente dedicato ai bambini dove c’è persino un teatrino. La nuova biblioteca mette persino a disposizione degli spazi per feste, battesimi, eventi. La struttura è stata disegnata da professionisti del settore. Le lampade sono firmate Artemide, gli arredi sono delle migliori aziende del design.
Non manca un terrazzo da 90 metriquadrati. Il tutto è sorto su un edificio in disuso accanto al Palazzo a vetri. L’operazione è costata 2 milioni e 300mila euro, nella cifra sono compresi alcuni arredi, altri sono stati sponsorizzati. Il tempo ha dato ragione al maxi investimento. Gli accessi all’anno sono 100mila e i tesserati 6mila e 600.


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