Brugherio e l’allarme elettrosmog

«Aladino» fa un appello al Comune

Brugherio e l’allarme elettrosmog  «Aladino» fa un appello al Comune

Una corposa relazione per lanciare pubblicamente l’allarme elettrosmog. L’ha presentata la Lampada di Aladino di Brugherio, l’associazione fondata da ex malati di cancro per aiutare i malati oncologici e i loro familiari per chiedere al Comune di insediare un tavolo di lavoro.

Una corposa relazione per lanciare pubblicamente l’allarme elettrosmog. L’ha presentata la Lampada di Aladino di Brugherio, l’associazione fondata da ex malati di cancro per aiutare i malati oncologici e i loro familiari per chiedere al Comune di insediare un tavolo di lavoro. Già promotrice in passato di indagini tra i cittadini e di campagne informative, la Lampada spiega perché puntare l’attenzione sul problema dell’elettrosmog.

«Noi cittadini di Brugherio siamo coinvolti più di altri -si legge nel comunicato stampa- perché il nostro Comune è tagliato a fettine da un groviglio di elettrodotti e ospita la centrale di Terna che modula e smista energia elettrica».

Sull’inquinamento elettromagnetico, la Lampada parla chiaro: «L’esposizione all’elettrosmog può essere causa di tumori, malattie neurodegenerative (Sla, Alzheimer), cardiovascolari, aborti spontanei, elettrosensibilità, ma non solo».

A supporto di questa allarmante tesi, il rapporto Bioinitiative del 2012, redatto da 29 scienziati (www.bioinitiative.org). Il concetto più forte della relazione è che i suicidi brugheresi degli ultimi anni possano avere tra le cause proprio l’eccessiva esposizione alle onde elettromagnetiche.

«È ormai noto -dice la Lampada- che sottoponendo a campi magnetici la ghiandola pineale, questa si attivi alterando la produzione di melatonina con conseguenze gravi sull’equilibrio chimico del nostro organismo. Uno degli effetti è la depressione. E la depressione a volte spinge al suicidio».

L’ Istat riferisce che nella Provincia di Monza e Brianza nel 2010 sono avvenuti 36 suicidi spalmati sui 55 comuni della provincia, con un’incidenza media di 4,3 ogni 100mila abitanti. Stando alle statistiche il dato brugherese dovrebbe essere di 1,43 casi/anno.

«Dopo un mese dall’inizio dell’anno -si legge nel comunicato- siamo già a 2, e di mesi ne mancano ancora 11 per arrivare a fine anno. Solo una coincidenza o un fenomeno da iniziare a osservare?».

Per questo secondo l’associazione «sarebbe auspicabile in sinergia con l’amministrazione comunale l’insediamento di un tavolo tecnico permanente, uno studio approfondito del territorio e della popolazione in alcune aree di particolare esposizione, un Piano di governo del territorio che, sempre per il principio di precauzione, non permetta di costruire nuove abitazioni sotto ai tralicci delle linee elettriche».


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