Aggressioni e clienti noti alla Giustizia: revocata la licenza a un bar di Monza
I sigilli al bar di Monza

Aggressioni e clienti noti alla Giustizia: revocata la licenza a un bar di Monza

La Polizia di Stato, nell’ambito dell’attività di prevenzione e controllo del territorio e di monitoraggio dei locali pubblici mediante i sistematici servizi finalizzati al contrasto dei fenomeni di criminalità, dà notizia di aver revocato la licenza al “BUNS Living Bar” di Monza di piazza Garibaldi 5.

La Polizia di Stato, nell’ambito dell’attività di prevenzione e controllo del territorio e di monitoraggio dei locali pubblici mediante i sistematici servizi finalizzati al contrasto dei fenomeni di criminalità, dà notizia di aver revocato la licenza al “BUNS Living Bar” di Monza, Piazza Garibaldi 5. Il provvedimento è stato disposto con un decreto emesso il 14 febbraio, dal Questore di Milano, Marcello Cardona, ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S. (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e notificato dal Commissariato di PS di Monza il giorno successivo.

L’articolo 100 del T.U.L.P.S. prevede che il Questore possa sospendere la licenza di un esercizio, anche di vicinato, nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

Ciò, nel locale di Monza, secondo più accertamenti svolti dagli agenti del Commissariato di viale Romagna, sarebbe avvenuto almeno in cinque occasioni tra novembre scorso e febbraio di quest’anno: in particolare, il 10 novembre 2018, comunicano gli investigatori: “alle ore 2.45, veniva effettuato un intervento a seguito della segnalazione di un’aggressione. Nella circostanza, un avventore veniva brutalmente colpito all’interno e all’esterno del locale da un gruppo di persone, che gli causavano lesioni per cui si rendeva necessario il trasporto presso un presidio ospedaliero, da dove veniva dimesso con una prognosi di 10 giorni”.

E ancora, il 22 novembre, “alle ore 23.30, venivano identificati undici avventori, di cui tre con precedenti di polizia, anche per reati inerenti allo spaccio di stupefacenti. La titolare e il proprio fratello venivano deferiti in stato di libertà poiché colti in flagranza di reato nell’atto di somministrare alcolici a persona in evidente stato di ubriachezza, la quale veniva deferita e segnalata in quanto trovata in possesso di 2,3 grammi di hashish“. Poi, il 9 dicembre, alle 4 di notte, “veniva effettuato un intervento a seguito di numerose segnalazioni relative al disturbo arrecato dalla musica ad alto volume proveniente dall’interno del locale e dal vociare degli avventori che stazionavano all’esterno; tra le molte persone presenti all’interno e all’esterno del bar solo nove potevano essere controllate, tre delle risultavano con precedenti penali e di polizia, anche per reati inerenti agli stupefacenti e contro la persona”;

E il 9 febbraio, alle 6, a farne le spese sono stati i titolari, vittime di: “due avventori, abituali frequentatori del locale, che, intenti a consumare alcolici gli si erano scagliati contro dopo che avevano intimato loro di abbassare il volume dello stereo in loro possesso“. Il fratello della titolare è stato preso per la sciarpa e colpito alla fronte con un’asta di ferro, parte dell’arredo dell’esercizio, riportando: “gravi lesioni che comportavano una prognosi pari a trenta giorni”. Contemporaneamente, “la titolare del bar, intervenuta a difesa del fratello, veniva spinta con violenza a terra dalla cliente”.

Tra gli episodi, infine, ricordato anche uno del 7 gennaio 2018, quando: “alle 00.30, i carabinieri di Brugherio svolgevano un intervento a seguito dell’aggressione di un minorenne; alcuni amici del malcapitato dichiaravano che personale del bar aveva portato via le loro bottiglie di vino e che, per tale motivo, il giovane, accedeva all’interno dove litigava verbalmente con personale dell’esercizio; il ragazzo, una volta uscito dal bar, veniva colpito da un uomo alla testa con una mazza da baseball (risultata appartenere al fratello della titolare) e, per quanto patito, veniva trasportato in un vicino nosocomio; da accertamenti successivi veniva appurato che anche un altro ragazzo era stato aggredito nelle vicinanze del bar”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA