Addio a Martina Luoni, lottava contro il cancro e diventò testimonial anti-Covid
Martina Luoni

Addio a Martina Luoni, lottava contro il cancro e diventò testimonial anti-Covid

Addio a Martina Luoni, la ragazza di Solaro che nell’autunno 2020 aveva denunciato le sue difficoltà di malata oncologica nei giorni dell’emergenza coronavirus. Aveva 27 anni.

Addio a Martina Luoni. Aveva 27 anni, abitava a Solaro ed è la donna che nell’autunno 2020 aveva denunciato le sue difficoltà di malata oncologica nei giorni dell’emergenza coronavirus.

Martina Luoni aveva usato i social per far correre la sua voce e ci era riuscita. Lei, in primo piano con un cappellino che era un segno distintivo: il suo appello a rispettare le regole, per alleggerire la pressione sugli ospedali saturati dai ricoverati positivi al virus e a non rendere ancora più difficile la situazione degli altri malati, era arrivato rapidamente anche alla Regione, che l’aveva scelta come uno dei volti per la campagna istituzionale contro il covid, per la sensibilizzazione sull’uso delle mascherine, accanto al maestro pasticcere Iginio Massari, al “milanese imbruttito” Germano Lanzoni, al presidente della Camera di commercio Milano, Monza Brianza e Lodi, Carlo Sangalli, al campione Zlatan Ibrahimovic. Nel mese di maggio aveva ricevuto il Premio Rosa Camuna 2021 insieme agli altri testimonial della campagna “Uniti contro il Covid”.

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Martina Luoni con il presidente della Lombardia   Attilio Fontana

Martina Luoni con il presidente della Lombardia Attilio Fontana

«Rispettate le regole - aveva detto nel 2020 - sono malata di cancro, devo curarmi, ma se voi non ascoltate gli appelli per cercare di rallentare il virus tanti come me non potranno curarsi».

Luoni era malata dal 2018, nei mesi scorsi aveva raccontato su Instagram di aver iniziato una cura sperimentale.

«La verità? Sono stanca. Stanca di essere forte, stanca di sopportare i dolori e i malesseri, stanca di essere chiamata leonessa, stanca.. semplicemente stanca - aveva scritto in un post di metà luglio - Perché si, quando mi sono ammalata la prima volta ho tirato fuori tutto il coraggio e non ho mai abbassato la testa. Perché a me è successo così, la prima volta ero “fresca”, avevo le forze di andare avanti come un treno nonostante le difficoltà. Poi però, purtroppo, succede che la prima volta diventa la seconda, terza, quarta e arrivi alla consapevolezza che uscirne è sempre più difficile, perché i miglioramenti che vorresti non arrivano e il corpo è sempre più stanco e debilitato. Così capita di perdersi, di vedersi talmente male da veramente arrivare a chiederti se ne vale la pena cercare di contrastare i dolori che ti inchiodano nel letto. Gli anni passano e tutti questi discorsi sono frutto di una stanchezza difficile da contrastare e combattere sempre al 100%. Però poi arriva un punto dove la scienza ti allunga la mano e prova a darti un’occasione! Nonostante tutta la stanchezza bisogna prendere quel treno che non ti farà star bene sul momento, ma ti da una speranza per stringere ancora i denti per continuare a lottare. Ora ho iniziato un nuovo percorso di cure “sperimentale” così viene definito, tra due mesi vedremo dove ci starà portando. Nel frattempo io sono qua con 10 chili in meno ma con la voglia di riprendermi la vita e la mia autonomia. Tanto lo sappiamo tutti che vinco io no?!».

I funerali sono stati fissati a Solaro per giovedì 16 settembre alle 11.15 nella chiesa parrocchiale Santi Quirico e Giulitta.


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