A Monza scoppia la paddle-mania: quattro richieste per i campi del “nuovo” tennis (Brianteo incluso)
La racchetta da paddle

A Monza scoppia la paddle-mania: quattro richieste per i campi del “nuovo” tennis (Brianteo incluso)

Tre richieste formalizzate e una in arrivo per convertire spazi di Monza in campi da paddle, l’alternativa al tennis che spopola in tante città. Tra queste, anche una del Tennis club del Parco e una per il Brianteo.

Debutteranno a Monza tra qualche mese i primi campi coperti di paddle, il gioco simile al tennis che sta spopolando in alcune grandi città. Il Comune ha concesso l’autorizzazione a convertire alla disciplina che ha tra i suoi adepti ex calciatori famosi un campo da tennis di via Boccaccio che, però, rimarrà in sospeso in attesa del via libero della Sovrintendenza, un altro al centro sportivo di via Pitagora e uno in via della Birona. Un quarto potrebbe, inoltre, spuntare dietro la curva ospiti del Brianteo nell’ambito del progetto di ristrutturazione dello stadio.

La moda, che in Italia è arrivata più tardi rispetto ad altre nazioni, potrebbe ridare nuovo slancio a impianti sottoutilizzati: «I campi da calcetto e da tennis – spiega l’assessore allo Sport Andrea Arbizzoni – sono inflazionati e il paddle potrebbe aiutare i gestori a sfruttarli nel modo migliore» fino a quando non sarà soppiantato da qualche altra novità come accaduto qualche decennio fa con lo squash che, dopo un breve periodo splendore, nessuno pratica più.

La conversione delle strutture dimostra, comunque, una buona vitalità del settore sportivo a Monza: tra gli adeguamenti rientra la copertura di uno dei campi del centro Ambrosini, trasformato in palestra polifunzionale adatta a praticare il calcetto, la pallavolo, il basket e utilizzata dagli alunni della International School.

«In città – afferma Arbizzoni – i ragazzi possono cimentarsi praticamente in tutte le discipline anche se pesa la mancanza di una palestra di rotellistica che il Comune, a causa dei costi, non è in grado di costruire. Speriamo, però, che possa essere realizzata da qualche operatore privato nell’ambito di uno piani attuativi che potrebbero partire nei prossimi anni».

Niente da fare, invece, per una nuova pista di atletica che le società sportive e le famiglie chiedono da tempo in aggiunta a quella di viale Battisti in uso alla Forti e Liberi: «Quella di via Rosmini, l’unica regolamentare della città – replica l’assessore – inaugurata una ventina di anni fa è inutilizzata da sempre perché secondo allenatori e genitori è scomoda da raggiungere. Eppure il vicino campo da rugby è affollato: mi viene il dubbio che qualcuno si sia impigrito un po’ troppo». Di fronte al rischio di un altro buco nell’acqua in Comune nessuno ipotizza di spendere 800.000 euro per ripristinarla: meglio verificare con la Provincia la possibilità di sistemare quella del liceo Frisi in modo da sfruttarla negli orari extrascolastici.

L’amministrazione, aggiunge Arbizzoni, continuerà a scommettere su Street sport, il programma che punta a riqualificare attraverso Patti di collaborazione con i cittadini i campetti di quartiere, a disposizione anche di chi non è affiliato a nessuna società. Dopo il rilancio di quello di via Tolomeo, a giugno dovrebbe partire il rifacimento di quello di via San Rocco, con un fondo adatto al pattinaggio, seguito da quello di via Della Francesca, a San Donato. «La presenza dei giovani – commenta l’assessore – servirà a ricreare il senso della comunità e rappresenterà un presidio contro il degrado».


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