Giussano, di un 48enne uxoricidail corpo trovato ai margini della 36

È di Cristoforo Trommino il cadavere ritrovato ieri pomeriggio a Giussano, sulla collinetta che si affaccia su via delle Grigne, nelle vicinanze della statale 36. Classe 1963, nel 1997 aveva assassinato la moglie trentaduenne.
Giussano, di un 48enne uxoricidail corpo trovato ai margini della 36

Giussano – È di Cristoforo Trommino il cadavere ritrovato nel tardo pomeriggio di ieri a Giussano, nella parte più impervia di una collinetta che si affaccia sulla via delle Grigne, ai confini con Arosio e Briosco e nelle immediate vicinanze della strada statale 36. Classe 1963, l’uomo era già salito alla ribalta delle cronache nel 1997, quando con tre colpi di pistola aveva assassinato a Missaglia la moglie trentaduenne Tiziana Riva, da cui aveva avuto un figlio allora quattordicenne. E proprio il senso di colpa conseguenza del delitto, per il quale Trommino è stato detenuto in carcere fino al 2006, quando grazie all’indulto ed alla buona condotta ha riottenuto la libertà, sarebbe il motivo che ha spinto l’operaio, origini siciliane e residente a Lomagna, nel lecchese, a porre fine ai suoi giorni impiccandosi.

IL RITROVAMENTO
La presenza del cadavere è stata segnalata alla stazione dell’Arma di Giussano da un cercatore di lumache, il cui cane era stato attirato dall’odore nauseabondo che la decomposizione dello stesso aveva provocato. Giunti sul posto, i militari hanno cercato di preservare l’area del ritrovamento, non escludendo nell’immediato che l’accaduto potesse essere ricondotto ad un omicidio. Un sospetto, questo, avvalorato dal fatto che la testa di Trommino non è stata trovata in prima battuta, ma solo in un secondo momento: era rimasta appesa alla corda che l’uxoricida ha utilizzato per appendersi ad un albero, mentre la restante parte del corpo si era staccata ed era precipitata a terra. Il suo recupero è stato quindi effettuato dai Vigili del fuoco di Carate Brianza. In attesa dell’esame autoptico, che sarà effettuato in giornata all’Istituto di medicina legale di Milano, il medico legale intervenuto ieri per un primo esame dei poveri resti ha fatto risalire la morte a non più di una decina di giorni fa. Decisivi per accelerare la già citata decomposizione sono stati poi il caldo di questa settimana ed una ferita al collo, scaturita dall’impiccagione, che ha determinato una fuoriuscita di sangue e la formazione di una fluorescenza aggredita dai vermi, che hanno preso di mira peraltro anche polsi e caviglie.

LE INDAGINI
L’identificazione è avvenuta attraverso i documenti personali, rinvenuti indosso al cadavere, che hanno permesso di informare i parenti, alcuni dei quali abitano a Besana Brianza. Dopo la scarcerazione, Trommino conduceva un’esistenza molto riservata ed il suo comportamento non aveva più attirato l’interesse delle forze dell’ordine. Il caso è di competenza della stazione dei Carabinieri di Giussano, con cui collaborano il nucleo operativo di Seregno ed il nucleo investigativo di Monza. Il sostituto della Procura della Repubblica di Monza che si occupa del fascicolo è Franca Macchia.
Paolo Colzani