Data center, la luna di miele è già finita. E si iniziano ad alzare le voci critiche. La preoccupazione – che in realtà è un’onda che sta viaggiando dagli Stati Uniti fino alla Scozia e il Regno Unito, ma che è arrivata anche qui in Italia proprio nella cintura milanese dove si stanno concentrato i maggiori interventi – per l’impatto dei nuovi colossi per supportare l’intelligenza artificiale e il traffico dati spira anche su Vimercate dove a prendere più che la parola, ma proprio la carta sono stati l’ex sindacalista Gianluigi Redaelli e un gruppo di ex dipendenti di quella Silicon Valley che aveva portato Vimercate in cima al settore hi-tech. Nei giorni scorsi, infatti, hanno presentato delle osservazioni sia alla Valutazione di impatto ambientale in sede di ministero dell’Ambiente sia alla variante generale al Piano di governo del territorio cittadino prossima all’adozione.

Vimercate, gli ex dipendenti Bames: i numeri
Il bersaglio? L’intervento che si prepara ad arrivare sull’ex area Ibm, operazione promossa dal colosso immobiliare Kryalos e realizzata da QTS Data Center, società della statunitense Blackstone.
«Per decenni Vimercate è stato il cuore pulsante dell’eccellenza tecnologica – spiega Redaelli – che dava lavoro a oltre 3.000 addetti ad alta specializzazione (Ibm, Celestica, Bames, Sem) e ora rischia di trasformarsi in un’enorme “idrovora energetica” blindata e automatizzata. Un deserto di cemento e server da 300 megawatt di potenza elettrica, ad altissimo impatto ambientale e a bassissimo ritorno occupazionale».
Nessuna preclusione ideologica – precisa – ma «i numeri di questo progetto sono spaventosi e insostenibili per Vimercate». Oltre 270mila metri quadrati e – sostiene Radaelli – soli 100 posti di lavoro (anche se QTS ne annuncia di più). E poi l’impatto sui quartieri a contatto con l’impianto e sull’ambiente con i 133 generatori di emergenza.
Vimercate, gli ex dipendenti Bames: la richiesta di cinque vincoli tassativi al Pgt
Per questo il gruppo ha chiesto tramite le osservazioni di inserire nel nuovo Pgt cinque vincoli tassativi prima di qualsiasi permesso a costruire: obbligo di teleriscaldamento con il calore prodotto, stop ai test dei generatori nei festivi, nei weekend e di notte, confinandoli solo ai giorni feriali tra le 9 e le 17, la presenza di centraline Arpa h24 per monitorare l’impatto acustico e i campi elettromagnetici, le mitigazioni anticipate rispetto ai cantieri e infine gli elettrodotti interrati.
«Vimercate ha già pagato un prezzo altissimo alla deindustrializzazione – concludono – Chiediamo alla cittadinanza, alle forze politiche e all’Amministrazione Comunale di fare fronte comune».