“C’è una via di uscita” alla moltiplicazione dei data center sempre più richiesti dal mercato e sempre più divoratori di territorio? La domanda se l’è fatta anche l’associazione Hq Monza e a loro avviso “è singolare che solo in Italia non se ne parli: costruire i data center nel sottosuolo, mantenendo libera la superficie” hanno scritto nei giorni scorsi.
Farlo, scrivono, garantisce sicurezza fisica da eventi climatici o sabotaggi, efficienza energetica perché riducono la richiesta di raffreddamento e tutela dell’ambiente. In più, aggiungono, potrebbero essere impiantati ricovertendo aree dismesse già esistenti, come l’ex polveriera di Limbiate, che è inserita nel parco delle Groane, le ex fornaci e cave di Albiate, Macherio, Molera, Rezzago, Cesana.