Sarà circondato da una siepe larga un metro e mezzo l’impianto agrifotovoltaico di via della Boscherona da realizzare su un’area agricola di 7,24 ettari tra Monza e Muggiò. La piantumazione del perimetro verde rientra tra le misure chieste da piazza Trento Trieste per attutire l’effetto visivo e ambientale dell’installazione che a Monza si estenderà su 5,02 ettari.
Una “siepona” per nascondere l’impianto agrifotovoltaico tra Monza e Muggiò, le richieste del Comune
La siepe, come prescritto dai tecnici, dovrà essere integrata da filari di alberi ad alto fusto mentre le cabine dovranno essere tinteggiate con colori pallidi della “gamma delle terre spente”, gli accessori in lamiera dovranno essere mascherati con pitture “testa di moro”, i pali della illuminazione dovranno essere zincati e l’accensione delle luci dovrà essere regolata da rilevatori di movimento e di presenza.
La società, inoltre, per una trentina di anni verserà al Comune un contributo del 3% del valore dell’energia prodotta che verrà impiegato dall’ente per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, la realizzazione di impianti fotovoltaici sui propri stabili, l’avvio di programmi di riforestazione urbana e di interventi per mitigare l’inquinamento tra cui la posa di asfalto ecologico, la formazione di piste ciclabili o di aree verdi, la costituzione di comunità energetiche.
Il terreno della Boscherona , peraltro, continuerà a essere coltivato anche dopo la posa dell’impianto.
Una “siepona” per nascondere l’impianto agrifotovoltaico tra Monza e Muggiò, i dubbi dei cittadini
L’operazione innesca qualche dubbio. «La Giunta di Monza ha deliberato la costruzione di un grande impianto fotovoltaico in parte su territorio di Monza e in parte su quello di Muggiò – ha scritto Daniela Pozzi alla redazione del Cittadino e sui social locali – ma in ogni caso su terreni che si trovano nel Parco del Grugnotorto. Tale impianto avrà un impatto ambientale disastroso sulla zona, che attualmente è una delle poche aree verdi rimaste al di fuori del Parco di Monza, zona finora protetta con divieto di caccia per la fauna che ancora qui riesce a “sopravvivere” (lepri, volpi, falchi, aironi…)».
E poi: «Non solo: un così esteso impianto fotovoltaico avrà inevitabilmente ripercussioni sulla salute e sulla vita quotidiana delle persone che vivono qui. Quanto sono stati coinvolti, o perlomeno informati, i cittadini dei due Comuni e soprattutto i residenti nelle vie limitrofe all’impianto, che nei prossimi mesi saranno destinati ad aumentare esponenzialmente visti i numerosi cantieri di edilizia civile in fase di realizzazione?».