Si scrive QTS Italy Holding Srl (l’acronimo di Quality Technology Services) ma si legge Blackstone. Il data center che nascerà sull’ex area Ibm di Vimercate porta la firma di una delle più grandi società di investimento al mondo. È infatti quest’ultima la proprietaria al cento per cento dell’operatore – anche questo di livello mondiale con data center per clienti hyperscale realizzati fra Stati Uniti ed Europa (Texas, Illinois, Virginia, Olanda, Finlandia, Spagna e Regno Unito) – che si prepara a debuttare sul territorio cittadino.
Vimercate: data center 100% americano, presentazione mercoledì 24 giugno in biblioteca
Una presentazione ufficiale rivolta alla cittadinanza del maxi progetto che verrà realizzato sulle ceneri del sito che ospitò uno dei padri nobili dei moderni computer è in biblioteca, mercoledì 24 giugno, dalle 10 alle 18. Praticamente una giornata in cui i rappresentanti di QTS si presenteranno e presenteranno l’opera. Questo in anticipo rispetto alla data del 12 luglio, termine per la presentazione delle osservazioni pubbliche e la consultazione del materiale per la Valutazione di impatto ambientale in sede di ministero per l’Ambiente.
Ufficialmente sul sito di QTS, Vimercate è inserita come sito “In Consideration”, che di fatto significa in pianificazione. Negli scorsi mesi il progetto era stato temporaneamente sospeso, su richiesta del proponente (Kryalos Spa), per aggiustamenti e poi ripresentato. Si tratta di un vero e proprio campus tecnologico che si svilupperà su quasi 280mila metri quadrati e sarà composto da tre edifici.
Vimercate: data center 100% americano, 220 megawatt e 133 generatori d’emergenza
La stima è che a pieno regime avrà una potenza elettrica di 220 megawatt che saranno gestiti attraverso l’altro intervento per la costruzione della nuova stazione elettrica di Terna oggetto in passato di un ricorso da parte del Comune. Per garantire la sicurezza dei dati il data center di Vimercate sarà dotato di 133 generatori d’emergenza per una potenza di mille megawatt.
Vimercate: data center 100% americano, obiettivi di sostenibilità
Una delle caratteristiche riportate sul sito di QTS è quella di realizzare insediamenti di ultimissima generazione in grado di gestire il raffreddamento con un impatto minimo sull’ambiente. In particolare quello sulle reti idriche con una tecnologia cosiddetta “free – cooling” che riduce al minimo i consumi di energia.
«I nostri obiettivi di sostenibilità – spiegano – mirano sia al miglioramento della qualità della vita sia alla riduzione dell’impatto ambientale, riducendo l’impronta di carbonio, promuovendo l’energia pulita e apportando benefici alla comunità». Fra i benefici annunciati quelli per la realizzazione di nuovi spazi verdi e interventi per migliorare la biodiversità che dovrebbero riguardare sia l’area all’interno del data center sia al di fuori.
Vimercate: data center 100% americano, contributo sociale
Nel frattempo QTS ha già dato il suo contributo sociale, finanziando attività dedicate ai bambini e alle fasce in difficoltà tramite Caritas. Lo scorso anno la Holding ha devoluto 9,7 milioni in beneficenza.
Vimercate: data center 100% americano, chi è coinvolto nell’intervento
Per capire l’entità dell’intervento bisogna fare un passo indietro, tornando ai proponenti: QTS è infatti interamente di proprietà del colosso americano Blackstone. Fondata nel 2003, l’azienda si è trasformata in una multinazionale da 60 miliardi di dollari di valore con 75 data center dedicati ai colossi del web attivi. Ritirata dalla borsa (QTS non è infatti più quotata) è stata acquisita interamente da Blackstone nel 2021 siglando partnership importanti con realtà come Lumen Technologies, specializzata nella costruzione delle dorsali per la fibra ottica. Il ruolo di Kryalos Spa, proponente del progetto brianzolo, quello di “braccio operativo” della stessa Blackstone che a sua volta è uno dei principali investitori per i fondi immobiliari gestiti in Italia da Kryalos stessa. In pratica un punto di riferimento per gli interventi sul territorio nazionale. In altre parole, i pesi massimi dei settori finanziario, tecnologico e immobiliare.
Vimercate: l’ultimo Data Center Watch e il boom di ricorsi
Ma, come in tutte le cose, c’è un ultimo ma che rende la presentazione ufficiale quanto mai utile. Secondo, infatti, l’ultimo rapporto di Data Center Watch, il primo trimestre 2026 ha visto un vero e proprio boom per quanto riguarda ricorsi, proteste e manifestazioni contro i data center, tanto che ad oggi sarebbero ben 75 i progetti (per un valore di 130 miliardi) bloccati in tutto il mondo.