Data Center: al voto la legge regionale che “sorpassa” i Comuni

Anche Vimercate, Agrate e Ornago tra i firmatari dell’appello a Palazzo Lombardia per approfondire la legge per i nuovi data center.
Regione Lombardia Palazzo Lombardia
Palazzo Lombardia, sede di Regione Lombardia

È uno dei nodi centrali di una legge, la numero 150, che gli stessi Comuni hanno chiesto – con una lettera firmata da 50 amministrazioni tra cui anche Vimercate, Agrate e Ornagodi rinviare per adeguati approfondimenti.

E riguarda, tra le altre cose, la “possibilità” e non l’obbligo di realizzare i nuovi data center su aree dismesse e non su terreni agricoli. Un fatto che tocca da vicino Vimercate con i suoi due (e forse anche tre) progetti in corso, di cui uno (S. Maria Molgora) proprio su un’area agricola. E la Brianza in generale, soprattutto la potestà pianificatoria dei Comuni.

Data Center: al voto la legge regionale che “sorpassa” i Comuni, termine fissato il 26 maggio

La nuova legge regionale che dovrebbe fare chiarezza sulla realizzazione dei data center è stata oggetto di un incontro che si è tenuto il 21 maggio in Regione Lombardia. L’approvazione della stessa era prevista per il 12 maggio scorso, ma la mobilitazione dei primi cittadini ha fatto slittare il tutto. All’appuntamento erano presenti una delegazione di Comuni e il relatore della legge, il forzista Jonathan Lobati. L’esito, affidato ad una nota stampa, parla di un’apertura alle richieste degli amministratori e alcuni chiarimenti: «Non sarà impedito ai Comuni di poter accedere al meccanismo delle compensazioni e i Comuni stessi avranno un anno un anno di tempo (e non più solo 6 mesi) per adeguare i propri strumenti urbanistici alle nuove disposizioni di legge, peraltro all’interno di un sistema che prevede incentivi premiali al posto di quelli sanzionatori». Poi il turbo.

Il termine ultimo è stato infatti fissato per il 26 maggio quando il provvedimento sarà portato in approvazione, al termine di un percorso – ha sottolineato Lobati – iniziato nel dicembre 2025 e costellato di numerose audizioni. Al centro della legge l’autorizzazione unica regionale che, come hanno sottolineato le opposizioni, rischia di “sorpassare” i Comuni in termini di autonomia locale in materia di pianificazione territoriale, peraltro con il rischio di concentrazioni di data center nelle stesse aree.

Data Center: al voto la legge regionale che “sorpassa” i Comuni, la situazione

Ossia appena fuori da Milano. Ossia, anche in Brianza. Interventi che non sono ad impatto zero. Sempre recentemente, infatti, il dibattito ha messo in luce non soltanto il problema energetico, ma anche quello di consumo del territorio, rumore (l’attività dei data center non è silenziosa) e gestione delle risorse, come l’acqua necessaria al raffreddamento dei server. La Lombardia oggi conta 67 data center funzionanti dei 168 presenti su tutto il territorio nazionale. Quasi il 40 per cento. Sotto il profilo edificatorio la nuova legge equipara gli insediamenti ad attività produttive come tutte le altre, con il conseguente calcolo di oneri e contributi analogo a quello di qualsiasi altra impresa.

L'autore

Giornalista professionista dal 4 luglio 2008, mi sono occupata per lo più di cronaca. Politica, nera e giudiziaria per quotidiani nazionali e settimanali locali. Dallo scorso settembre sono tornata a ilCittadino. Amo la fotografia e i cani perché non usano parole. Che sono preziose. Sono più i dolori delle gioie, ma il giornalismo, per me, è ancora il Mestiere. Con la maiuscola.