Data center no grazie: inizia la mobilitazione, prime voci in Brianza

Manifestazione nazionale a Milano il 10 ottobre, le proteste a Vimercate, i suggerimenti dell'associazione Hq Monza.
Vimercate Data Center ex Ibm
Vimercate Data Center ex Ibm

Si moltiplicano in Lombardia i progetti per la costruzione di data center – enormi strutture energivore e dal bassissimo impatto occupazionale, che implicano altissimi consumi di acqua per le necessità di raffreddamento – e in tutta la regione i comitati che protestano contro i progetti hanno deciso di organizzare la prima manifestazione nazionale, in programma a Milano il 10 ottobre dopo una serie di altre iniziative di sensibilizzazione.

Data center no grazie: inizia la mobilitazione da Milano sud

In realtà la mobilitazione riguarda prevalentemente la zona a sud di Milano, dove a Pregnana, Cornaredo, Pero, Lacchiarella, Opera, Magenta, Travagliato, per esempio, esistono già gruppi e comitati di protesta che, nelle scorse settimane, hanno resto pubblico un manifesto contro i progetti riuniti sotto il marchio di Rete comitati cittadini Stop data center. Al primo settembre, non risultavano adesioni da Monza e Brianza, dove pure alcuni piani, impattanti, esistono. A quella data avevano detto sì alla rete il Comitato Ciarlasco per la tutela del territorio, Comitato per la tutela del territorio di Siziano, Comitato per la tutela del territorio Certosino, Orizzonte Opera Comitato a difesa del territorio e dell’ambiente, Osservatorio Datacenter comitato Rhodense, Comitato tutela ambiente apolitico apartitico – Comune di Travagliato, Gruppo cittadino Salviamo Trezzano sul Naviglio, Comitato Data Center No grazie di Bollate, Salviamo il paesaggio Cremonese, Casalasco e Cremasco, Comitato per lo sviluppo responsabile di Buscate, Comitato Bene Comune Abbiategrasso, Osservatorio Data Center Sud Milano, Bene Comune Zibido San Giacomo, Comitato Residenti Colleferro Roma, Comitato per la tutela dell’ambiente e del territorio Magentino, Progetto Civico di Borgarello, Comitato Casalerespira di Casalpusterlengo, Comitato di San Bovio per la Tutela dell’Ambiente – Peschiera Borromeo, Sentinelle del Territorio di Bornasco, Lista Civica Per Certosa, Corsico Solidale – Prima le Persone, Comitato Vittuone Sedriano per la tutela del territorio.

Data center no grazie: inizia la mobilitazione, il caso Vimercate

Gli unici a sollevare ben più di un sopracciglio in Brianza formalmente, per ora, sono stati ex lavoratori Bames di Vimercate di fronte all’invasivo progetto nell’area ex Ibm, capitanati dal loro sindacalista storico Gianluigi Radaelli che hanno promosso una serie di osservazioni sia in sede di Vas (Valutazione impatto ambientale) sia di Pgt cittadino. Obiettivo limitare l’impatto e inserire dei vincoli più stringenti ai nuovi insediamenti hi-tech. La stessa Vimercate peraltro ha già dato il via libera a un altro data center in via Santa Maria Molgora.

Data center no grazie: inizia la mobilitazione, le idee di Hq

Dopo un primo intervento, è tornata a parlare del problema anche l’associazione Hq Monza, che nella mattina di sabato 12 settembre ha diffuso un comunicato in cui ribadisce che, se data center devono esserci, siano realizzati limitando i danni il più possibile. E i modi ci sono, assicura, così come riferisce di avere rivolto un appello al sottosegretario per l’innovazione e la trasformazione digitale Alessio Butti e all’assessore regionale al territorio Gianluca Comazzi (“che ha manifestato interesse”), a un documento inviato da Hq in cui si presenta una “analisi tecnico-scientifica ed economica fondata su studi internazionali qualificati“.

“Queste infrastrutture sono necessarie e non solo per l’intelligenza artificiale, ma anche per il traffico dati in generale, in aumento esponenziale per i video a 4/8K, il cloud, i social, le mail con allegati sempre più pesanti -scrive l’associazione – Realizzando i data center sottoterra (sopra si può fare un parco) non si ha impatto paesaggistico, quasi si dimezzano i consumi di energia elettrica, si azzera il consumo di acqua per climatizzare. I data center sottoterra sono ideali anche nell’interesse economico e funzionale dei gestori e hanno un valore insostituibile per la sicurezza nazionale delle reti”.

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