L’ultima rivoluzione per Monza e Brianza è stata a cavallo tra 2010 e 2011 quando, in seguito all’istituzione della nuova provincia, era stato necessario aggiornare anche tutti i codici di avviamento postale. Alzi la mano chi ricorda quel 20052 che identificava Monza o il 20043 condiviso anche da Arcore. Erano ventinove e sono diventati 55, quelli tuttora in vigore in Provincia. Monza col suo 20900 a chiudere la fila dei 20800 e qualcosa che smistano la corrispondenza sul territorio (dal 20811 di Cesano Maderno).
La rivoluzione per l’Italia risale all’1 luglio 1967 e Poste italiane ne festeggia oggi i 50 anni. Il codice, abbreviato da subito in “Cap”, diventato familiare a generazioni di italiani ancora oggi nonostante le comunicazioni sempre più spesso digitali.
L’archivio storico: la campagna promozione con Gianni Morandi e Sylva Koscina
Perché anche nei form da compilare online al momento di un acquisto o del pagamento di una bolletta la fatidica casellina c’è sempre: il Cap? Oppure alla cassa di un negozio per monitorare la provenienza della clientela: “mi può dire il suo Cap?”. E allora è bene tenerlo a mente.
L’archivio storico: Gianni Boncompagni “a casa” di Raffaella Carrà
“Il Cap a cinque cifre, che identifica univocamente una località o il quartiere di una città, fu introdotto per far fronte all’aumento della corrispondenza conseguente alla crescita economica degli anni precedenti (i volumi erano passati da 3 miliardi di pezzi nel 1950 a circa 5 miliardi nel 1960), allo scopo di consentire un più agevole recapito della posta e soprattutto aprire la strada allo smistamento automatico, adottato nel corso degli anni Settanta e Ottanta con la realizzazione dei Centri di Meccanizzazione Postale”, spiega Poste Italiane.
L’archivio storico: Gino Bramieri
Senza sottovalutare la possibilità di integrare il codice con i nuovi mezzi di comunicazione digitale: “L’integrazione delle coordinate geografiche, già sperimentata con successo in alcuni Paesi, consentirebbe di identificare la posizione del destinatario con più precisione (anche fino al singolo edificio) aprendo nuove possibilità in sinergia con i sistemi e i software di geolocalizzazione”.
L’archivio storico: Corrado Mantoni e gli innamorati
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