A distanza di qualche mese dagli incontri con le comunità monastiche dei benedettini di Monte Oliveto e delle adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento in avvento, monsignor Mario Delpini è tornato a Seregno lunedì 9 marzo, quando ha presieduto, nel santuario mariano di Santa Valeria, la santa Messa mensile per i gruppi della zona di Comunione e liberazione. L’appuntamento è arrivato a ridosso dell’annuncio del prolungamento della permanenza a Milano dell’arcivescovo, al quale Papa Leone XIV ha chiesto di proseguire temporaneamente il suo servizio anche dopo il compimento dei 75 anni, che festeggerà in luglio, in attesa che venga individuato il successore, e di quello della chiusura della fase diocesana di beatificazione di don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e liberazione, calendarizzata il 14 maggio.
Comunione e liberazione: il grazie per il bene compiuto

«Questa -ha spiegato nel suo saluto iniziale Delpini– è l’occasione per ringraziare il movimento per il bene che fa». Nell’omelia, invece, il titolare della cattedra ambrosiana ha puntato l’attenzione sulla preghiera: «È ancora vivo in noi il desiderio di pregare? In questa società, in questo movimento, che ha una storia così significativa, si impara ancora a pregare?». L’arcivescovo ha poi approfondito la tematica: «Gesù ci dice nel vangelo di oggi che c’è ancora bisogno che ci insegni a pregare. Pregando, però, non continuate a ripetere ciò che volete ricevere da Dio. Lui già lo sa. Questo ci invita ad un’attitudine di sobrietà e di affidamento. Lasciatevi condurre dallo Spirito a conoscere chi è il Padre. Dio si è fatto conoscere attraverso suo Figlio». Infine, un chiaro riferimento all’attualità internazionale, raccontata giornalmente dai mass media: «Dio ci dice che, se perdonerete, sarete perdonati. C’è una misericordia più grande del torto e della ragione. Nessuno sia da noi considerato un nemico, ma un fratello ed una sorella, anche se ha sbagliato. Il perdono è l’unica via sensata per porre fine alla tragedia della guerra».
Comunione e liberazione: l’invito a camminare da soli

Prima della conclusione della cerimonia, rispondendo all’indirizzo di ringraziamento rivoltogli da un rappresentante di Comunione e liberazione, che ne aveva elogiato la vicinanza, Delpini ha chiosato: «Grazie per la disponibilità a camminare insieme. Compirò 75 anni tra qualche mese, vedremo cosa deciderà il Papa, ma non resterò comunque qui a lungo. Cercate insomma di imparare a camminare senza questo arcivescovo...».