Monza: esposto M5S alla Corte dei conti contro la nomina del direttore del Consorzio Villa reale e parco
Gianmarco Corbetta a fianco di Roberto Maroni (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza: esposto M5S alla Corte dei conti contro la nomina del direttore del Consorzio Villa reale e parco

Il Movimento 5 stelle della Lombardia ha presentato ricorso alla Corte dei conti contro la nomina del nuovo direttore generale del Consorzio parco e Villa reale: sotto accusa la procedura.

Esposto alla Corte dei conti del Movimento 5 stelle lombardo contro la nomina del nuovo direttore generale del Consorzio Villa reale. Secondo i pentastellati la procedura è stata irregolare: nessuna traccia, dicono, di punteggi e graduatoria rispetto alle candidatura al ruolo di manager del parco di Monza.

«Le carte del processo di selezione attestano che la commissione tecnica non ha attribuito punteggi e non ha stilato una graduatoria dei candidati in modo da selezionare il miglior profilo - scrivono in un comunicato stampa - ma ha prodotto una griglia con parametri e con valori espressi in lettere, lasciando così al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni la facoltà di scegliere; facoltà a nostro giudizio non prevista dalle norme sul pubblico impiego, che prevedono che la scelta passi da una selezione pubblica volta ad individuare il migliore candidato in modo trasparente e oggettivo».

Non si tratta di un bando di selezione pubblica: il meccanismo da statuto è la”manifestazione di interesse”, cioè una chiamata a inviare il curriculum a chiunque sia interessanto al posto. L’ha aperta la Regione, il Consorzio Villa reale ha ratificato l’indicazione del Pirellone. Ma al M5S non basta.

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«Si è adottata una procedura che non ritengo conferme alle norme sul pubblico impiego - insiste il consigliere regionale Gianmarco Corbetta - . La commissione avrebbe dovuto stilare una graduatoria e il primo classificato avrebbe dovuto essere designato dal presidente che ha solo il compito di ratificare formalmente la scelta della commissione tecnica, perché il direttore generale di un ente è un dipendente pubblico e non una figura politica».

Le valutazioni della sessantina di curriculum, secondo le informazioni di M5S, sono state realizzate attribuendo ai candidati i giudizi A Alta, B Adeguata, C Media, D Medio Bassa e E Non Adeguata sulla scorta di cinque parametri. Alla seconda fase otto candidati, che hanno ottenuto su altri parametri i giudizi A Alta, B Adeguata e C Media.

«Io non ho nulla contro il dottor Addis - cioè il nuovo direttore generale - che peraltro non conosco di persona, ma qui è in gioco il rispetto della legge, la trasparenza e l’oggettività delle scelte che riguardano la gestione di beni pubblici».

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