Villa reale di Monza: le fotografie mai viste della salma di Umberto I dopo l’assassinio
Le foto scattate dalla ditta Guidoni-Bossi di Milano

Villa reale di Monza: le fotografie mai viste della salma di Umberto I dopo l’assassinio

La studiosa Ornella Selvafolta ha trovato e pubblicato per la prima volta nel volume “La cappella espiatoria di Monza. Nuovi esiti di ricerca a 110 anni dalla costruzione” le immagini della salma di Umberto I in Villa reale.

Tre immagini rare e inedite, mai mostrate all’epoca degli avvenimenti, ritraggono Re Umberto qualche ora dopo l’attentato del 29 luglio 1900. Avvolto in un lenzuolo bianco, disteso sul letto ancora oggi visibile in Villa reale, circondato dai fiori e dalle palme posizionate intorno al letto dalla stessa Regina Margherita. Gli scatti sono firmati dalla ditta Guidoni-Bossi di Milano, “Fotografi di S.M la Regina d’Italia” e sono stati ritrovati nell’archivio di Achille Majnoni conservato a Marti (Pisa) dalla studiosa Ornella Selvafolta e pubblicati per la prima volta nel volume “La cappella espiatoria di Monza. Nuovi esiti di ricerca a 110 anni dalla costruzione” a cura di Marina Rosa del Centro documentazione Residenze Reali lombarde.

Le  foto scattate dalla ditta Guidoni-Bossi di Milano

Le foto scattate dalla ditta Guidoni-Bossi di Milano

«Le immagini ritrovate - spiega Rosa - colmano una lacuna. Non corrispondono infatti ai disegni, frutto di fantasia, pubblicati dai quotidiani dell’epoca e mostrano il sovrano poche ore dopo l’attentato, prima della composizione della salma nella camera ardente». Non stupisce che le immagini finirono conservate da Achille Majnoni d’Intignano, nobile lombardo, architetto di corte, legato da profonda amicizia con il Sovrano. Era con lui sulla Carrozza e fu il primo a soccorrerlo.

In un biglietto alla moglie il 31 luglio scriveva: «Carissima non ho più testa ma vi sento sempre quei colpi di revolver, vedo sempre Sua Maestà ripiegarsi, l’accompagno alla Villa avverto la Regina, mi muore nelle braccia (….)». «Una scoperta importante- commenta Emanuela Daffra, direttrice del Polo Museale Regionale - che dovrà essere valorizzata nel percorso di visita alla Cappella Espiatoria».


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