Teatro: Alessandro Preziosi dentro la fuga di Vincent Van Gogh al Manzoni di Monza
Teatro: Alessandro Preziosi in scena a Monza

Teatro: Alessandro Preziosi dentro la fuga di Vincent Van Gogh al Manzoni di Monza

La Grande prosa del Manzoni di Monza debutta venerdì 15 novembre con Vincent Van Gogh e Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo scritto da Stefano Massini. Fino a domenica 17 novembre.

Ospedale psichiatrico Saint Paul de Manson, Saint-Rémy-de-Provence, anno 1889. Sono giorni senza colore, in cui persino dipingere è vietato: solo cure devastanti e allucinazioni. L’unico desiderio di Vincent Van Gogh è poter uscire dalle mura di quel manicomio. Qui l’artista è costretto alla presenza assordante del bianco, che tutto imprigiona, tutto annienta. Risale solo a qualche mese prima la mutilazione dell’orecchio. La sua prima speranza in quel bianco assordante arriva dall’inattesa visita del fratello Theo, che prende quattro treni e un carretto per andarlo a trovare. Come può vivere un grande pittore, plasmato dall’intensità dei colori, in un luogo dove non c’è altro che il bianco?
Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento dell’artista in manicomio, Alessandro Preziosi porta al teatro Manzoni una sorta di thriller psicologico, che lascia in sospeso dall’inizio alla fine lo spettatore, ruotando tutto attorno al tema della creatività artistica, del processo creativo e della sua urgenza.

Vincent Van Gogh

Vincent Van Gogh

Si apre, dunque, con uno spettacolo intenso, a tratti struggente, la nuova stagione della “Grande Prosa”, venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 novembre (venerdì e sabato alle 21, domenica alle 16).

“Vincent Van Gogh”. L’odore assordante del bianco” è il testo di Stefano Massini, asciutto ma colmo di spunti poetici, veicolo di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea. Preziosi segna il palcoscenico con la natura fragile e visionaria del pittore. L’attore napoletano, oltre a portare in scena un’interpretazione anche carica di fisicità, nella disperata necessità dell’artista di sfuggire al non colore, ha anche curato la supervisione artistica della rappresentazione.

La regia è di Alessandro Maggi. «Il serrato dialogo tra Van Gogh e suo fratello Theo propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso. Il suo è un ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà».

Il testo di Massini è vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la «…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva». Spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo. Biglietti: info@teatromanzonimonza.it, teatromanzonimonza.it.


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