Monza, un nuovo spazio per l’arte

Fossati, Ucchino e il Grauen studio

Monza, un nuovo spazio per l’arte  Fossati, Ucchino e il Grauen studio

«Design e arte corrono su binari paralleli» dicono Andrea Ucchino e Alessandro Fossati. Perché sono designer e amano l'arte. Così hanno deciso di allargare l'attività del loro Grauen studio di Monza e immaginarlo come spazio espositivo. Con una prima mostra.

La parola galleria la mettono tra virgolette. Perché, avvertono, non si tratta esattamente di questo. Ma di uno spazio espositivo sì, uno spazio dove periodicamente - anche se non si tratta di galleria d’arte - ci saranno delle mostre. D’arte.

E contemporanea. Loro sono Andrea Ucchino e Alessandro Fossati e «pochi mesi fa abbiamo aperto uno studio di design a Monza». Appena più che ventenni (23 e 24), il primo di Grezzago, il secondo di Monza, entrambi con lo Ied alle spalle, l’Istituto europeo di design. «Abbiamo avuto un’opportunità - racconta Ucchino - uno spazio dove creare un nostro studio, grazie agli spazi ormai non più utilizzati del padre di Alessandro. Allora abbiamo pensato: piuttosto che tirare avanti in qualche modo, proviamo a fare da noi». E lo hanno fatto, in via Tofane 1, dove ad aprile hanno inaugurato il loro Grauen studio: design, appunto, grafica, interior. Ma hanno pensato che potesse esserci altro.

«Oggi arte e design viaggiano su binari paralleli. Vogliamo farli incontrare nello studio. Ospitando di volta in volta artisti che per la nostra esperienza, il gusto, la sensibilità riteniamo validi. Quindi al di fuori delle logiche di mercato, delle quotazioni e dell’importanza relativa dell’artista». “Rarities”, in altre parole, rarità, le opere tra pittura e scultura, dalla china al legno di Katherine Jacqueline Bottellini, Giuseppe Lazzaro Fornoni, Veronika Buldakova, Simone Colombo, Claudio Fossati, Gabriela Bodin, Laura Gavinelli (sua un’installazione che durerà il tempo della mostra), Roberto Tonoli, Luca Merini, «artisti che abbiamo scelto e poi invitato. Un po’ di diffidenza, certo, siamo giovani, è uno studio di design», ma molti hanno detto sì, hanno accettato la sfida di due ventenni.

Che vogliono pensare in grande, a piccoli passi. «Ci interessa soprattutto chi sa fare, chi mette le mani in pasta, per così dire: chiunque abbia un progetto. Quello che vogliamo fare al Grauen studio è un polo creativo, dove le discipline si possano mischiare. Purché, appunto, si possa parlare di progettazione, in senso lato». La linea di demarcazione della mostra “Rarities”, patrocinata dalla Provincia di Monza (aperta sabato 2 novembre dura fino al 20 dicembre negli orari dello studio), è la figura umana, o meglio l’uomo: «In fondo vogliamo questo, promuovere le persone».


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