Konrad e i dieci comandamenti del brianzolo vero
Kornard il brianzolo

Konrad e i dieci comandamenti del brianzolo vero

Corrado Dugo nei panni di Konrad e il fenomeno brianzolo: ecco chi è e come rispettare i dieci comandamenti del brianzolo puro.

Vuoi avere una vita da brianzolo puro? Eh, beh, calma, forse ce l’hai già e non lo sai, forse non ce l’hai e allora devi leggere i “10 comandamenti per una vita da brianzolo” o guardare i video di Konrad il Brianzolo: 40 anni, nato a Seregno come Corrado Dugo, casa a Pusiano, Erba, dopo una vita vagabonda di studi e lavoro a Londra e a Milano. Dugo è videomaker: «Anche se io sono uno che rischia di essere barlafus e andare in giro a far l’asen come direbbero i brianzoli. Ho una mia parte terrona, per metà sono siciliano, che non è che mi induce a non lavorare, ma non mi ha mai fatto desiderare un lavoro “serio”. Così quando l’ho avuto, un lavoro serio a Sky, l’ho mollato» dice.

Coraggioso...
O incosciente, dipende dai punti di vista. Di certo, se avessi ancora il mio bel posto a Sky non avrei aperto una mia pagina, non andrei in giro a fare video sui brianzoli e non mi sarei accorto, mannaggia, l’ho scoperto dopo, che il mio lavoro oggi richiede dedizione e impegno al 100%. Se lavorassi ancora a Sky non lo potrei fare, come non lo potrebbe fare uno dei brianzoli che racconto e che volesse tenersi anche il proprio lavoro.

Konrad il brianzolo

Konrad il brianzolo

Ok, ma, siamo brianzolamente concreti, cosa fa e come si mantiene?
Racconto i brianzoli, animali selvatici che non gradiscono aprirsi ai nuovi costumi, non entrano in gara con nessuno se non con se stessi, quasi tedeschi perché ripetitivi e molto attaccati alla sostanza, al lavoro inteso come amore per quello che si fa. Il milanese e il siciliano giocano al superenalotto per non lavorare. Il brianzolo... no! Lui per continuare a lavorare più tranquillo con i soldi in banca. Il milanese vorrebbe fatturare senza lavorare, solo per poter fare lo... “sborone”. Il brianzolo, no! Non dormirebbe di notte, lui guadagna, guadagna, ma va avanti con la sua solita vita ed è una persona vera. Però faccio anche video aziendali - sono andato anche in giro a Seregno a offrire salami come testimonial del consorzio salame Brianza, e i video sui brianzoli mi permettono di farmi conoscere e invitare a spiegare come sono. I social network non ti pagano, ma se sei conosciuto - ora ho 15mila followers - ti invitano; le aziende vogliono che tu racconti e, a quel punto, ti fai pagare per quello: è una crescita lenta e nessuno ti paga per niente.

E quindi lei ha fatto della “brianzolità” un lavoro? Ma, siamo sinceri, come può un brianzolo chiamarsi Konrad? Perché?
Sì. Mi sono messo a fare video, questo ora è un mio lavoro. Konrad invece ha una sua storia. Sono nato Corrado Dugo a Seregno, poi esterofilo come sono tanti italiani, da bambino mi sono innamorato della Germania: Corrado, con la K, è un nome tedesco così sono diventato Konrad.

I brianzoli che lei racconta con ironia come reagiscono?
Non sono permalosi, sin dalle prime reazioni ho notato che i brianzoli volevano essere raccontati e si divertivano. Ce l’avevo dentro il desiderio di guardare e raccontare le persone, così l’ho fatto. I più permalosi si limitano a dirmi: e allora? Che altro modo di vivere conosci? Questo per i video, il libro invece è nato quando mi hanno chiesto di fare uno spettacolino tratto dai video, ma è venuto fuori un libro contattando per caso l’editore di Erba. Ora le presentazioni del libro le faccio con lui con uno sketch che spero diverta. Ho venduto un migliaio di copie, mi dicono che è un buono numero, vedremo.

Ci svela qualche caratteristica del brianzolo doc?
Allora, il brianzolo non ha voglia di salutarti, aspetta il momento per uscire di casa senza incontrarti, ma sa tutto di te e quando ti conosce ti dice “ma tu lo sai chi è e cosa ha fatto quello lì?”. A volte ti mette a disagio perché ti racconta luoghi e persone che tu non conosci e ti guarda come a dire: ma dove sei stato finora? E passi un po’ per tonto. Però poi quando serve ti aiuta, fanno come gli inglesi che non parlano mai di loro stessi, ma quando si fidano di te ti sono fedeli, il brianzolo è molto fedele, se tu lo tratti bene. Il brianzolo sembra senza sentimenti, non li allena quasi mai, ma poi quando qualcuno muore va al funerale anche se non lo conosce per empatia nel dolore. Sa farti sentire la sua presenza. Il terrone invece, magari fa tante scene e poi quando hai bisogno non c’è».


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