Cinema, il sogno americano del caratese Gabriele Fabbro: il trailer del corto “8” - VIDEO
Cinema: una delle scene di 8 del caratese Gabriele Fabbro (Foto by Signorini Federica)

Cinema, il sogno americano del caratese Gabriele Fabbro: il trailer del corto “8” - VIDEO

VIDEO - Venti minuti intorno a un tavolo da biliardo. È “8”, il corto del regista Gabriele Fabbro di Carate Brianza, studente di cinema a Hollywood. Verrà proiettato negli studios della Warner Bros verso la fine di settembre, intanto è stato diffuso il trailer.

Il sogno americano? Esiste ancora. Ma ha tutto il sapore poetico della bellezza italica, è affollato dei personaggi pittorici della Brianza e ha quel luccichio negli occhi che solo un ragazzo di 22 anni potrebbe custodire. Il cortometraggio “8” di Gabriele Fabbro, caratese trasferito a Hollywood, verrà proiettato negli studios della Warner Bros verso la fine di settembre, intanto è stato diffuso il trailer.

Cinema: il caratese Gabriele Fabbro sul set

Cinema: il caratese Gabriele Fabbro sul set
(Foto by Signorini Federica)

È il lavoro di tesi che chiude il percorso del giovanissimo regista cinematografico alla New York Film Academy, dove Gabriele ha iniziato il corso di filmmaking 3 anni fa, nel 2015.

«È stato un balzo inaspettato, non pensavo di riuscire a passare il test di ingresso subito dopo la maturità – racconta l’ex studente del liceo artistico Modigliani di Giussano (dove ha incontrato anche uno dei suoi maestri, la docente Natalia Mazzoleni) - Ma ne sono stato entusiasta, perché la passione per il cinema mi è sempre appartenuta».

Supportato dai genitori, il sogno di trasferirsi nel regno indiscusso del grande schermo si è realizzato nell’abbraccio di una terra «che mi ha colpito per la sua positività, nel lavoro e nella vita. Qui mi sento molto ascoltato, mentre in Italia ero un po’ frenato nel parlare della mia passione, risultavo spesso monotono».

L’approdo alla sede di Los Angeles della New York Film Academy, poi, ha permesso a Gabriele di «fare moltissima pratica, chiaramente accanto alle lezioni in aula. Stare sul set fa imparare moltissimo» e mettere le mani in pasta, evidentemente, è ancora il miglior modo per trasformarsi da garzone a professionista.
I primi risultati sono già evidenti, perché Gabriele ha partecipato con i suoi lavori a oltre 30 festival cinematografici nel mondo. Il suo “Can’t take my eyes off you” (2018) è stato nominato al Beverly Hills film festival (categoria Best student film), al LA shorts international film festival (Short films) e al Lucca film festival (International short films competition); con “Two steps away” è stato nominato al Burbank international film festival 2016 (Best student film), mentre con “The waltz of the monsters” ha vinto il Glendale international film festival 2017.

Ora è arrivato il momento di “8”, un cortometraggio che dura meno di 20 minuti e che, attorno a un tavolo da biliardo, condensa la ricerca sul genere “romantico” (comedy-drama) con una delle prime sperimentazioni del caratese sull’intreccio di musica e sceneggiatura: «Vorrei esplorare l’evolversi dell’immagine che segue la musica, e non il contrario come solitamente accade nella produzione cinematografica. Con questo lavoro ci ho provato, accanto a un compositore». La chiusura del percorso di studi e l’inizio dell’avventura lavorativa fa sperare a Gabriele, nel giro qualche anno, «di realizzare il mio primo film (vorrei trovare i finanziamenti per una sceneggiatura che ho quasi concluso), iniziare a scrivere un nuovo lungometraggio e beh, avere il visto per rimanere negli States». A più stretto giro di posta, «a ottobre girerò un corto in Italia».

Italia, quella casa cui il regista riconosce un debito creativo. Non solo per i maestri che ha generato («prima di partire non sopportavo il cinema italiano, mi sembrava pieno di stereotipi. Oggi invece i miei punti di riferimento sono Fellini, De Sica e Bertolucci») ma anche per i suoi personaggi («che mi sono portato dalla Brianza») e per la capacità di pensare per immagini: «L’immediatezza visiva penso arrivi dalla storia dell’arte, dalla bellezza dei posti meravigliosi che ci sono in Italia, che abituano l’occhio a ragionare in termini di luci e colori».

IL TRAILER DI “8”


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