A Monza e in Brianza “La bellezza resta”: l’arte diventa virale
Un’opera di Lorenzo Pacini (Foto by Redazione online)

A Monza e in Brianza “La bellezza resta”: l’arte diventa virale

La bellezza resta. Sabato 8 ottobre all’Urban Center di Monza l’inaugurazione di tre mesi di cultura virale attraverso la Brianza: si parte dagli artisti che hanno aderito all’iniziativa promossa dal Binario 7.

Quando Matisse scende fino a Cagnes sur mer per incontrarlo, in Costa azzurra, lui ha già fatto i conti con la malattia: un’artrite che lo ha ormai quasi del tutto paralizzato e costretto a utilizzare delle pinze e delle bende legate alle mani per continuare a dipingere, nonostante tutto. Matisse lo guarda e lo interroga: perché? - gli chiede. E Renoir risponde: perché il dolore passa, la bellezza resta.

Un secolo meno dieci anni fa: parte da quell’incontro il progetto lanciato lo scorso luglio e propagato come un virus già nel corso dell’estate: nell’idea che la bellezza sia una malattia che non solo si diffonde, si moltiplica al di fuori di ogni controllo volontario, ma che è in grado di radicarsi, e rimanere oltre ogni intenzione. Ne sono stati sintomi i manifesti affissi nella Brianza nelle scorse settimane - un fondo nero, un tondo giallo, la frase che seduce, “La bellezza resta.” Ne è diagnosi la mostra doppia che da sabato, 8 ottobre (inaugurazione alle 18.30), occuperà gli spazi del Binario 7 di via Turati 8. Il primo capitolo di una mostra che si divide in due: la seconda parte allo Spazio Heart di Vimercate (via Manin 2) dalle 21 del 14 ottobre.

Sotto la cura di Simona Bartolena e Armando Fettolini, l’arte della Bellezza-che-resta non è che un capitolo, ma un capitolo essenziale: all’appello hanno risposto decine di artisti e lo hanno fatto affidando al progetto opere grandi, installazioni, esercizi di potenzia del valore del bello che si traducono in genere anche in dimensioni.

Urban center e Binario 7 saranno letteralmente occupati da un progetto che nell’arco di tre mesi cercherà di essere malattia e cura di un territorio che, di fronte alla crisi del sistema economico e alle sue appendici involute sull’organismo culturale, cercherà di rispondere con i valori e i neuroni della cultura alla volontà di riscrivere l’autunno della Brianza con i colori del Bello.

Quante e quali tavolozze siano disponibili per farlo, lo spiegheranno più di cinquanta artisti, divisi nei due spazi a una settimana di distanza. Poi ci saranno gli spettacoli, il cinema del Bloom di Mezzago che apre il 6 ottobre, la didattica al Must di Vimercate, il calendario di conferenze che andranno a rintracciare il senso del bello in ogni disciplina (l’11 ottobre allo spazio Heart, nel corso di filosofia estetica “Sulle tracce della Bellezza”, San Francesco e Giotto, la via dell’espiazione, con Alessandra Galbusera).

«La bellezza – e mi pare chiaro che non si sta parlando di bello esteriore – può cambiare il mondo: un concetto che, con epoche eccezioni, mette tutti d’accordo» scrivono gli ideatori del progetto mentre il conto alla rovescia sul sito ufficiale (labellezzaresta.com) corre.
«Eppure l’arte ben raramente ha raccontato la felicità e quando lo ha fatto è spesso stata mal giudicata, guardata con sospetto, quasi che il tentativo di esprimere un sentimento positivo fosse inutile, complicato, imbarazzante, perfino risibile».

C’è poco da ridere: c’è invece un territorio, la Brianza monzese, che nei prossimi novanta giorni proverà a raccontare quanto e cosa di bello c’è nei passi che ognuno fa ogni giorno e come sia facile, se si vuole, incontrarlo.

Certo a volte serve un aiuto: ma per questo c’è un progetto, “La bellezza resta” che vuole ripetere una volta di più come la malattia del Bello , con la B maiuscola, sia facile da contrarre, utile da diffondere, perfetta da curare. Perché è autoimmune: è causa e terapia. E quando fa male, vuol dire che funziona.

Gli artisti che partecipano: Enrico Bernasconi, Piera Biffi, Raffaele Bonuomo, Ermenegildo Brambilla, Claudia Canavesi, Federico Casati, Silvana Castellucchio, Elisa Cella, Andrea Cereda, Marina Chiò, Silvia Cibaldi, Valeria Codara, Vittorio Comi, Francesca Della Toffola, Matilde Domestico, Giorgio Donders, Manuel Felisi, Andrea Ferrari Bordogna, Grazia Gabbini, Giuliano Gaigher, Nadia Galbiati, Marianna Gasperini, Antonella Gerbi, Alberto Gianfreda (e gli allievi della classe di scultura di Brera), Federica Gonnelli, Mimmo Jacopino, Kazumasa Mizokami, Alessio Larocchi, Carlo Mangolini, Adelio Maronati, Annalisa Mitrano, Ettore Moschetti, Renzo Nucara, Giacomo Nuzzo, Carlo Oberti, Lorenzo Pacini, Marco Pariani, Luciano Pea, Cristiano Petrucci e Alessandro Altarocca (Breaking Wood), Fabio Presti, Dolores Previtali, Nicolò Quirico, Camilla Rossi, Alex Sala, Silvia Serenari, Giovanni Sesia, Alessandro Spadari, Elisabetta Erica Tagliabue, Attilio Tono, Manuela Toselli, Anna Turina, Simona Uberto, Armanda Verdirame, Maria Chiara Zarabini, Betty Zola.


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