Ucciso in una rissa: il dolore di Vimercate per Simone Stucchi, le indagini setacciano i social
dimitry simone stucchi

Ucciso in una rissa: il dolore di Vimercate per Simone Stucchi, le indagini setacciano i social

Il dolore è grande a Vimercate per la scomparsa improvvisa di Simone Stucchi, 22 anni, vittima giovedì di una ferita da coltello in una rissa a Pessano con Bornago. Le indagini dei carabinieri di Pioltello.

Il dolore è grande a Vimercate per la scomparsa improvvisa di Simone Stucchi, 22 anni, vittima giovedì di una ferita da coltello in una rissa a Pessano con Bornago. In tanti lo conoscevano anche perché con la mamma Daniela e il papà Massimiliano gestiva l’edicola di via Vittorio Emanuele proprio nel cuore della città a pochi passi dal municipio e dalla chiesa. Inoltre la stessa famiglia aveva acquistato da poco un altro chiosco a Concorezzo in via Ozanam nel quartiere Don Girotti.

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Tanti sono sotto choc perché conoscono bene la famiglia Stucchi proprio per la loro attività: venerdì l’edicola è rimasta chiusa con la serranda abbassata, senza alcun avviso.

Nato e cresciuto a Vimercate dopo gli studi aveva deciso di dare una mano alla famiglia, mentre la sorella più grande aveva scelto un’altra strada professionale. Sui social network i messaggi di cordoglio sono innumerevoli, sulla pagina Facebook di Sei di Vimercate se i moderatori hanno scritto in un post che «abbiamo deciso di non pubblicare più post della tragedia di oggi. Per rispetto della famiglia eviteremo di approvare post con dettagli pruriginosi. Ci stringiamo a loro nel loro dolore e facciamo loro le nostre condoglianze».

dimitry simone stucchi omicidio passano con bornago

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Il parroco don Mirko Bellora cerca di guardare avanti per risolvere quello che si potrebbe definire un disagio giovanile.

«Bisogna creare una forte alleanza educativa tra scuola, parrocchia e istituzioni per insegnare ai ragazzi a dialogare tra loro e avere rispetto. Non pensare assolutamente che la violenza sia la soluzione. Bisogna ascoltare e guardare i giovani in maniera diversa perché per quanto si possa conoscere una persona questa ha dentro di sé dei segreti non svelati – ha detto il sacerdote -. Quello che è successo a Pessano può purtroppo capitare ovunque e noi adulti dobbiamo educare i giovani»

Intanto i social media, da Instagram a whatsapp, sono una delle piste da battere per risalire ai colpevoli dell’omicidio. I carabinieri della Compagnia di Pioltello, guidata dal capitano Francesco Berloni, stanno passando al setaccio profili personali e gruppi perché sulla morte del 22enne di Vimercate accoltellato in una rissa tra bande c’è ancora tanto da chiarire.

I fatti risalgono alla notte tra mercoledì e giovedì. A Pessano con Bornago un gruppo di giovani vimercatesi tra cui la vittima è arrivato pare con l’intenzione di incontrare una banda del posto con cui nei giorni precedenti c’erano stati attriti. Attriti che forse si sono consumati per lo più nelle piazze virtuali dei social, appunto.

A Pessano, nella defilata via Montegrappa, intorno a mezzanotte Simone è stato raggiunto da una coltellata al petto che non gli ha lasciato scampo. A fronteggiarsi, due gruppi di ragazzi divisi, pare, per residenza (vimercatesi contro pessanesi) e, per il resto, piuttosto eterogenei: maggiorenni e minorenni, italiani e stranieri, studenti, lavoratori e nullafacenti. In tutto più di 15 persone. Un altro è rimasto ferito, un minorenne non in pericolo di vita

Anche alla luce di questa eterogeneità si ipotizza che i contatti siano stati in gran parte gestiti via social. Da qui il lavoro d’indagine dell’Arma. La ricerca di videocamere di sorveglianza anche private al momento non ha dato frutti. La strada in cui lo scontro è avvenuto è residenziale e, a quell’ora della notte non ci sarebbero stati testimoni. I residenti che non erano a letto si sono affacciati quando hanno sentito il caos, ma il dramma era già consumato e il trasporto del ragazzo al San Gerardo di Monza è stato vano.

L’avviso alla centrale operativa è arrivato da più persone, residenti ma anche amici della vittima. Cosa sia accaduto nel dettaglio è tutto da ricostruire, sembra che le due bande si siano fronteggiate con coltelli, spranghe e sassi. Ma sembra anche che si sia trattato di un fatto estemporaneo. La compagnia di Pessano coinvolta non sarebbe un gruppo “attenzionato” dalle forze dell’ordine del posto. E le famiglie dei ragazzi identificati finora sarebbero, come nel caso di Stucchi, famiglie comuni, tranquille.

Ciò non esclude però indagini più approfondite sui ragazzi, soprattutto rispetto al consumo di hashish. Un paio di spinelli non pagati potrebbero anche essere l’inezia che ha scatenato lo scontro; inoltre il luogo di ritrovo del gruppetto di Vimercate, piazza Marconi, è noto per essere una piazza di spaccio. L’obiettivo dei carabinieri è quello di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e di identificare tutti i ragazzi coinvolti per poi mettere a fuoco l’autore del gesto.


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