Trenord chiede 10mila euro di danni al comitato dei pendolari per un video-parodia
Il nuovo Caravaggio di Trenord

Trenord chiede 10mila euro di danni al comitato dei pendolari per un video-parodia

Trenord ha chiesto 10mila euro di danni al comitato pendolari Mi-Mo-Al per il video-parodia pubblicato a Natale dall’associazione.

Una richiesta danni da 10mila euro. Se la sono vista recapitare quelli del comitato pendolari Mi.Mo.Al (Milano-Mortara-Alessandria) direttamente da Trenord, cui non è andato evidentemente giù il video-parodia promosso nel periodo natalizio dall’associazione e che riprendeva, in chiave ironica, quello pubblicato dalla società per augurare buone feste ai suoi utenti. «Una voce di sottofondo leggeva una letterina a Trenord (come quella dei bambini a Babbo Natale) in cui dichiarava di provare “tenerezza” per la quantità di treni che portavano i pendolari al loro posto di lavoro con orari, tabelle e macchinisti, anche nel momento della paura della pandemia, rimanendo per i pendolari la sicurezza di questo rito» spiegano da Mi-Mo.Al, provando a contestualizzare il loro intento.

La bellicosa missiva è stata spedita da piazza Cadorna lo scorso 8 gennaio. Titolo: “Intimazione e contestuale richiesta di risarcimento dei danni per diffamazione e violazione del diritto d’autore”. Trenord, nel testo, si lamentava che il suo video natalizio fosse stato “sfregiato con finalità e modalità del tutto offensive”. Nel ribadire la proprietà intellettuale dell’opera d’ingegno, cioè del video, aggiungeva: “Il video è stato ‘lavorato’ da parte Vostra per diffamare ed offendere Trenord utilizzando delle immagini in sovraimpressione che sono totalmente fuori luogo per i toni e per i contenuti (le tabelle ufficiali anche delle cancellazioni, ndr.) ma anche per il contesto in cui si inseriscono, in un anno così difficile per tutti segnato dalla pandemia”. “Alla luce di quanto espostovi intimiamo formalmente e con effetto immediato di rimuovere il predetto video – da Voi sfregiato – da YouTube nonché dalla vostra pagina Facebook e formuliamo altresì la richiesta di risarcimento dei danni cagionati a Trenord che quantifichiamo in Euro 10 mila, avvisandoVi fin da ora che – in difetto da parte vostra – tuteleremo il nostro buon diritto nelle sedi più opportune».

«Noi non abbiamo mai voluto diffamare Trenord - commentano dall’associazione -, solo ci sembrava alquanto improbabile che un pendolare potesse sentire verso Trenord la stessa ammirazione che ha verso Babbo Natale. Basta andare su Youtube e digitare “video pendolari lombardi” per sentirne di ogni colore. Abbiamo risposto in punta di diritto, ma ora vorremmo mettere a conoscenza del pubblico la nostra buona fede ed il fastidio di Trenord al sarcasmo.Come potremmo mai pagare la somma che ci chiedono? Abbiamo chiesto ai nostri tesserati cinque euro di contributo»

La polemica è diventata subito politica. «È una vergogna che Trenord se la prenda con i pendolari che sono i veri danneggiati. Qui gli unici ad essere offesi sono le migliaia di viaggiatori che vengono lasciati a piedi o arrivano in ritardo ogni giorno - commenta il regionale M5S Simone Verni -. Trenord si preoccupi di garantire un servizio di qualità, piuttosto che continuare ad infierire sui pendolari che hanno subito un taglio drastico delle corse e quotidiani ritardi e cancellazioni. Viviamo in un mondo all’incontrario nel quale chi subisce dei danni deve risarcire. Se ogni cittadino dovesse chiedere il risarcimento dei danni a Trenord e all’evidente incapacità gestionale della giunta Fontana, i tribunali si paralizzerebbero. Chiedo all’assessore Terzi di prendere immediatamente posizione a difesa dei cittadini Lombardi e di intervenire nei confronti di Trenord, della quale la Regione è anche socia, affinché ritiri questa imbarazzante richiesta”.

Trenord chiede danni per 10.000€ ai pendolari lombardi dell'Associazione Mimoal che hanno fatto notare con ironia le...

Pubblicato da Pietro Bussolati su Lunedì 1 febbraio 2021

«L’assessora alle Infrastrutture e ai Trasporti di Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi, intervenga su Trenord che chiede soldi ai pendolari perché osano ironizzare sul servizio». Lo chiede il consigliere regionale lombardo del Pd, Pietro Bussolati, “che stigmatizza il comportamento della società di trasporto». «Siamo all’assurdo, Trenord, non paga di fornire ogni giorno un pessimo servizio come denunciato in tante occasioni, pretende di vietare il diritto di satira” ha dichiarato Bussolati, spiegando che “è la prima volta che una società di trasporti chiede soldi di risarcimento ai propri utenti perché osano metterne in discussione il servizio». «L`assessore Terzi intervenga e fermi Trenord - ha concluso - in caso contrario si rende complice di un comportamento che lede, oltre che il diritto di satira, ogni principio di buon senso».


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