Treni, settimana decisiva dal  Consiglio regionale all’incontro tra Fontana e Toninelli che spara: «Via la politica da Trenord»
Pendolari in attesa sulla banchina del treno

Treni, settimana decisiva dal Consiglio regionale all’incontro tra Fontana e Toninelli che spara: «Via la politica da Trenord»

Settimana decisiva per i pendolari di Trenord. Martedì ci sarà un Consiglio regionale dedicato al servizio di trasporto ferroviario. Prima, davanti al Pirellone, andrà in scena una protesta targata Pd. Mercoledì vertice a cinque con Fontana, il ministro Toninelli e i vertici di Rfi, Trenitalia e Trenord.

Una settimana decisiva per il trasporto ferroviario regionale. Diversi appuntamenti in calendario durante i quali si giocherà una partita difficile: il miglioramento del servizio offerto da Trenord da una parte e il congelamento, se non proprio l’eliminazione, dei tagli ai treni che entreranno in vigore con l’orario invernale.

Si parte martedì 13 quando ci sarà una seduta di Consiglio regionale che sarà prevalentemente dedicata alla situazione e al futuro del sistema ferroviario regionale. Dopo il dibattito in Aula su questo tema, l’ordine del giorno prevede la discussione e la votazione di una proposta di una risoluzione (relatore Andrea Monti, Lega) già approvata in Commissione territorio, che invita presidente e giunta regionale ad attivarsi con il Governo affinché Trenitalia effettui investimenti analoghi a quelli sostenuti da Trenord per sostituire i treni vecchi con convogli di adeguata qualità. Il documento sollecita anche Trenord a rivedere la struttura organizzativa per garantire un livello adeguato di servizi e Rete ferroviarie italiane (Rfi) a interventi di ammodernamento e manutenzione della rete in Lombardia; inoltre invita Trenord a riferire in Commissione Territorio ogni quattro mesi sugli interventi effettuati. La proposta di Risoluzione tocca anche il contratto di Trenord con Regione Lombardia, sottolineando che l’ipotesi di rinnovo “fino al 2026 potrà essere valutata positivamente qualora venga garantita la possibilità di ulteriori investimenti in nuovo materiale rotabile”.


Il Consiglio regionale sarà anticipato da una protesta organizzata dal gruppo lombardo del Partito democratico: alle 9 presidio sotto il Pirellone sotto lo slogan “Non un treno di meno”. «La Regione tenta di scaricare la responsabilità su altri - hanno scritto sulla pagina social del gruppo del Pd lombardo -. Per questo martedì 13 novembre, in occasione della seduta del Consiglio regionale della Lombardia sul servizio ferroviario, il Pd sarà sotto al Pirellone con sindaci, amministratori e pendolari per far sentire la propria voce per un servizio ferroviario dignitoso e affidabile».

Infine, mercoledì 14ci sarà un vertice a cinque tra il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli e i vertici di Trenitalia, Rfi e Trenord. Sul tavolo, la gestione del servizio, gli investimenti di Trenitalia e Rfi ma soprattutto la governance da dare a Trenord, ora controllata al 50% da Trenitalia e per l’altro 50% da Regione Lombardia attraverso Fnm. Anticipando l’incontro, il ministro Toninelli è stato piuttosto chiaro sulla linea che Roma intende seguire per Milano: «Da anni i pendolari della regione sono costretti a fare i conti con un servizio ferroviario scandaloso, mentre chi doveva intervenire non ha mai fatto nulla. Adesso, come ho già detto al governatore, bisogna voltare subito pagina. Per prima cosa ricorderò a Fontana che, dopo anni, Trenitalia sta tornando ad investire in Trenord. L’indirizzo che ho dato da quando mi sono insediato, solo 5 mesi fa, è in netta controtendenza con il passato: è già arrivata la prima tranche di 9 convogli per il 2018 per aumentare il parco treni di Trenord, un anticipo sulla fornitura di ulteriori 25 convogli previsti in consegna a partire da maggio 2019. Dopo anni, quindi, Trenitalia torna ad investire sulle tratte lombarde.


Ribadirò poi che è nostra volontà dare una svolta alla governance di Trenord, sottraendola al controllo della politica che in questi anni l’ha trascinata nel baratro. Ferrovie Nord Milano, che detiene il 50% di Trenord, negli anni ha rappresentato il tipico esempio di società gestita dalla politica nel peggiore dei modi. Anche qui, in discontinuità con il passato, abbiamo nominato Andrea Franzoso, che negli anni si è distinto in FNM per il suo coraggio e le sue denunce.

Se chi ha controllato FNM avesse ascoltato queste denunce, quasi certamente anche la situazione odierna di Trenord sarebbe diversa.

In termini di investimenti, ricorderò poi al Presidente Fontana che Trenord nel 2016 ha chiuso il bilancio con più di 16 milioni di utile netto, ed è inammissibile che una società che eroga un servizio pubblico così indecente si preoccupi di staccare dividendi ai suoi soci, tra cui Regione Lombardia, anziché investire sull’acquisto di nuovi treni e sul personale».


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